14/07/2026
C'era una volta, in un paesino italiano tra le montagne dell'Alto Adige, San Candido, un ragazzino dai capelli rossi e con l'argento vivo addosso. Il suo nome era Jannik e la favola che avrebbe scritto sembrava impossibile.
Correva sugli sci come se il vento fosse suo amico. Poi, però, si innamorò di una racchetta e di quelle strane palline gialle che disegnavano piroette fantastiche sui campi in terra, cemento ed erba.
Quel ragazzino si mise ad allenarsi con un'idea un po' bizzarra: voleva che quelle palline facessero esattamente ciò che decideva lui. Voleva addestrarle.
E, sotto gli occhi di Siglinde e Hanspeter, che ebbero l'intelligenza di lasciarlo sognare, il piccolo Jannik riuscì nell'impresa: quelle palline gialle cominciarono davvero a obbedirgli. Silenziose. Garbate e veloci. Precise. Quasi avessero firmato un contratto.
Jannik, intanto, non rompeva racchette, non litigava con gli avversari, non urlava contro il destino. Abbassava la testa, lavorava ancora di più e lasciava parlare il suo talento.
Così iniziò la scalata: dai primi mille del mondo, poi i cento, i dieci... fino a quel numero che tutti inseguono e che pochissimi raggiungono.
Il numero uno.
Il migliore.
Eppure c'era ancora un posto capace di fargli ba***re il cuore un po' più forte: quel campo elegantissimo dove si gioca davanti a reali, attori di Hollywood e celebrità di ogni genere. Un posto dove l'erba è quasi più famosa dei giocatori e dove perfino applaudire sembra richiedere il galateo.
Quel prato verde, nobilmente spelacchiato dopo due settimane di battaglie, è capace di mettere soggezione a chiunque. Persino alla povera mamma Siglinde, costretta ad alzarsi continuamente dagli spalti per sfuggire all'ansia dei punti decisivi.
Ma la paura, si sa, serve solo se non le permetti di decidere per te.
E così quel ragazzino di San Candido, non una, ma due volte, ha trasformato il sogno di milioni di italiani in realtà. E anche mamma Siglinde, alla fine, con il volto rigato dalle lacrime di felicità, ha potuto godersi la scena più bella: il suo bambino premiato dalla meravigliosa Principessa.
"Ladies and gentlemen... from Italy ( from Italy❤️, ma chi lo avrebbe mai detto) . the winner... Jannik Sinner!"
E gli italiani intanto nelle loro case , vivevano quel sogno felici e contenti, senza neanche rimpiangere tanto quel gruppetto di ragazzotti che prendevano a calci un pallone cercando di infilarlo in una rete.
Anzi no.
Perché la favola, con uno come Jannik, dà l'impressione di essere ancora soltanto all'inizio.
E tu, cara Siglinde, prepara una bella scorta di fazzolettini per l'anno prossimo. Io, da parte mia, comincio a preparare il pizzo all'uncinetto per tutti, così faremo morire d'invidia perfino la meravigliosa Principessa 😁.