Studio Tecnico Ing. Stefania Basile

Studio Tecnico Ing. Stefania Basile Lo studio Tecnico Ing.

Stefania Basile nasce il 01.02.2000 e si occupa di: Consulenza in progettazione, direzione lavori, sicurezza nei cantieri, rspp, iter burocratici vari, ctu, docenza. Lo studio Tecnico nasce il 02/02/2000 e fornisce ad enti pubblici e privati consulenza nei seguenti ambiti:
- progettazione, direzione lavori, sicurezza in cantiere, iter burocratici vari, pratiche catastali, etc.
- Consulenza esterna

per la Q8, ovvero specializzazione nel campo degli impianti di distribuzione di carburanti. In più, opera nei seguenti campi:
- Consulenza come Tecnico di ufficio per Tribunale Civile di Reggio Calabria;
- Consulenza nell'ambito della prevenzione incendi (L.818/84)
- Consulenza come Responsabile e addetto Servizio Prevenzione e Protezione;
Nel periodo 2011-13 lo studio ha collaborato come sede affiliata della FormaMed srl-Organismo di Mediazione e Formazione e dal 30/04/2014 al 30/09/2020 con la Fimeco srl-Organismo di Mediazione e Formazione, avvalendosi di un team di mediatori e formatori, professionisti di diversa estrazione professionale (giuridica, tecnica, economica, medica, etc.), per la risoluzione di controversie civili e commerciali.

25/11/2025
Solo 400 onne su 2499 iscritti.... C'è molta strada da percorrere ancora.
25/11/2025

Solo 400 onne su 2499 iscritti.... C'è molta strada da percorrere ancora.

Il rispetto per una donna inizia dalle parole.
Ci sono ferite che non si vedono e rumori che non hanno suono. A volte la violenza non lascia lividi sulla pelle, ma impronte sull’anima. Può nascere da una frase leggera, da un giudizio lanciato come niente, da definizioni che diventano confini. Perché le parole non sono solo suoni: sono chiavi, direzioni, possibilità. È lì, nel linguaggio — prima che nei gesti — che si misura il valore riconosciuto a una donna: non quando la si applaude, ma quando la si nomina; non quando la si celebra, ma quando la si ascolta.
Il 25 novembre non è una ricorrenza. È una soglia. È il confine tra ciò che ancora raccontiamo e ciò che dobbiamo finalmente diventare. È il giorno in cui ricordare che la dignità di ogni donna non è un valore da concedere, ma il presupposto fondamentale per definirci esseri umani. La violenza non comincia quando una mano si alza, ma quando una voce si spegne; quando uno sguardo giudica invece di accogliere; quando un talento viene definito “eccezione” e non “diritto”.
E tuttavia, accanto a questa storia dolorosa, ce n’è una che cresce forte, competente e luminosa: quella delle donne che costruiscono il futuro con visione e determinazione. Nel mondo dell’ingegneria, della scienza, della tecnologia e della ricerca, le donne stanno riscrivendo il panorama della conoscenza umana. Eppure, i numeri ci parlano con una sincerità che non possiamo ignorare: al 31 dicembre 2024 gli iscritti all’Ordine sono 2.499, ma di questi solo 400 sono donne, appena il 16% dell’intera comunità professionale. E questa fotografia si fa ancora più eloquente quando osserviamo le sezioni: nella Sezione A, su 2.355 iscritti, le donne sono 389; nella Sezione B, su 144 iscritti, appena 11. Dietro queste cifre non ci sono statistiche, ma storie. Storie di talenti che avanzano controvento, di ambizioni che chiedono spazio, di competenze che ancora non trovano pieno riconoscimento.
Eppure, varcano laboratori e cantieri, progettano, innovano, guidano e creano. Non chiedono spazio per concessione, ma perché lo meritano. Non avanzano per privilegio, ma per competenza. Non desiderano essere un’eccezione: desiderano essere presenza naturale.
Per questo il lavoro della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine degli Ingegneri non è semplice amministrazione: è cura culturale. Non consiste nel redigere documenti, compilare verbali o adempiere a formalità: significa interrogare visioni, abitudini, linguaggi, spazi decisionali e processi selettivi. Significa chiedersi non solo quante donne vi siano nella professione, ma come esse vengano viste, ascoltate, rappresentate, tutelate e valorizzate. La pari opportunità non è un capitolo normativo da aggiornare, ma un processo di maturazione collettiva che attraversa formazione, etica, identità professionale e responsabilità istituzionale. È un lavoro che ha a che fare con il presente ma, soprattutto, con il futuro: un futuro che non sarà realmente innovativo finché metà del talento potenziale rimarrà marginalizzato, invisibile o sottoutilizzato.
Operare in questo ambito significa creare le condizioni affinché le competenze non siano mai lette attraverso il genere, ma attraverso il merito, la preparazione e il contributo. Significa sostenere chi entra nella professione, proteggere chi la esercita e motivare chi, un domani, vorrebbe sceglierla senza dubbi, senza timori e senza sentirsi un’eccezione statistica o culturale. È un lavoro che richiede visione, sensibilità e perseveranza, perché cambiare la cultura non significa cambiare le regole, ma cambiare le mentalità. E questa trasformazione non avviene con una delibera, ma con l’esempio quotidiano, con la formazione, con il coraggio di nominare le differenze, con la proposta di percorsi che aprono strade e non le restringono. Per questo la Commissione Pari Opportunità non è un organo interno: è una frontiera etica, un presidio di consapevolezza e un laboratorio di futuro.
La Giornata contro la violenza sulle donne ci ricorda che la violenza non è solo fisica: è culturale, simbolica, linguistica, professionale. La prevenzione non si esaurisce nei codici e nelle statistiche: si costruisce nell’educazione, nell’esempio, nella scelta delle parole, nella qualità delle relazioni, nella responsabilità delle istituzioni.
La vera vittoria arriverà quando non dovremo più chiedere rispetto; quando la presenza femminile non dovrà essere difesa; quando dire “ingegnere” potrà indicare una donna senza necessità di specificarlo.
Che ogni parola diventi un ponte, e non una ferita.
Che la voce di ogni donna sia origine, non eco.
Che la dignità non si conquisti: si riconosca.

Il Presidente
Ing. Francesco Foti

22/11/2025

“Mettersi in discussione significa saper ascoltare, valutare, mettere in dubbio le proprie scelte ed essere umile per cambiare prospettiva.”
- Horacio Pagani

19/11/2025

Giornata mondiale dell’imprenditoria femminile

1,3 milioni di imprese in Italia sono guidate da donne. Ma qual è la realtà dietro i numeri?

Fonte Focusecommerce.it

Il 19 novembre celebriamo la Giornata Mondiale dell’Imprenditoria Femminile, riconosciuta dalle Nazioni Unite. Una data che parla di energia, coraggio e innovazione, ma anche di sfide ancora aperte.

In Italia le imprese guidate da donne sono 1,3 milioni: il 22% del totale. Un dato che cresce ogni anno e dimostra una cosa semplice:
le donne fanno impresa. Eccome!

Eppure, quando si parla di leadership, il quadro cambia.
Il rapporto Women in Business 2025 mostra che le donne nei ruoli decisionali sono solo il 34%.
Questo significa una cosa molto chiara:
🔍 il potenziale c’è, ma non sempre trova spazio.

Dietro questi numeri ci sono storie vere.
Storie di chi costruisce aziende che vogliono essere etiche, inclusive, sostenibili.
Storie di donne che ogni giorno fanno i conti con:

ostacoli strutturali, pregiudizi ancora radicati, il peso della doppia o tripla responsabilità, la ricerca continua di equilibrio tra identità, ambizioni e vita privata.

Eppure, nonostante tutto, continuano a creare valore.
Continuano a innovare.
Continuano a guidare.

Perché l’imprenditoria femminile è un pezzo di futuro dell’economia italiana.

14/11/2025
14/11/2025

“Un buon ingegnere deve ovviamente sapere, ma deve anche essere intelligentemente sospettoso.”
M. Salvadori

Cinzia Basile Santina Dattola
14/11/2025

Cinzia Basile Santina Dattola

Lei è Barbie Architetto, ha chiesto un parere alla Soprintendenza per una piccola variazione prospettica 9 mesi fa. Ogni mattina entra in studio speranzosa, guardando la città dalla finestra mentre beve un caffè bio. Finita questa sua routine di inizio giornata controlla le mail per vedere se è arrivata una risposta. INVANO.
Il suo sorriso sembra essere ogni giorno di più una paresi.

Due anni fa usciva la nostra prima Barbie!

09/11/2025

Nel 1962, una donna proveniente da una piccola città della Georgia entrò in un mondo che non la voleva — e lo cambiò per sempre.
Si chiamava Nona Gaprindashvili, e in un’epoca in cui gli scacchi erano considerati un regno esclusivamente maschile, lei ribaltò la scacchiera.

Fu la prima donna nella storia a ottenere il titolo di Grande Maestro Internazionale, un riconoscimento fino ad allora riservato solo agli uomini.
Aveva appena ventun anni.
In un mondo che le diceva “non puoi”, rispondeva muovendo un pedone.
E poi uno dopo l’altro — scacco matto.

Vinse cinque titoli mondiali consecutivi.
Affrontò e sconfisse 59 uomini, tra cui 28 Grandi Maestri.
Non chiedeva rispetto: lo conquistava.

Nata a Zugdidi, in Georgia, cresciuta tra povertà e disciplina, Nona imparò presto che il vero gioco non si svolgeva sulla scacchiera, ma nella testa.
“Non ho paura di nessuno,” diceva.
E non bluffava.
Nel 1978 rifiutò persino di partecipare a un torneo mondiale perché le fu negato il permesso di portare con sé il figlio.
Era madre, campionessa e ribelle — tutto insieme.

Poi, nel 2020, Netflix lanciò La regina degli scacchi.
Il mondo applaudì la storia di Beth Harmon, la geniale e tormentata giocatrice inventata per la serie.
Ma nella finzione, c’era un insulto che Nona non poté ignorare:
un dialogo in cui un personaggio affermava che “la Gaprindashvili non si era mai confrontata con uomini.”

Una menzogna assoluta.

Aveva affrontato e battuto decine di avversari maschi quando la maggior parte delle donne non era nemmeno ammessa ai tornei.
Aveva fatto la storia, e ora veniva cancellata da una frase scritta in una sceneggiatura.

Così, a 80 anni, Nona decise di muovere ancora una volta la prima mossa.
Portò Netflix in tribunale.
Accusò la piattaforma di diffamazione e chiese 5 milioni di dollari di risarcimento.

Era una partita diversa — non più sui 64 quadrati, ma davanti a un giudice.
E anche stavolta, vinse.
Netflix fu costretta a riconoscere l’errore, a risarcirla e a scusarsi pubblicamente.

Un colpo magistrale.
Un ultimo scacco matto.

Oggi Nona Gaprindashvili ha 83 anni, e continua a giocare, a insegnare, a ispirare.
Nel 2019, a 79 anni, ha vinto il Campionato del mondo senior a squadre.
Nessuna finzione. Nessun copione. Solo fatti.

Beth Harmon non è mai esistita.
Nona sì.
E la sua storia non ha bisogno di essere romanzata —
perché è già leggenda.

09/11/2025

Il denaro familiare non è più un gesto discreto.

Dal 2025, ogni trasferimento in contanti superiore a 5.000 euro tra persone distinte è soggetto a precise regole in Italia. La legge di bilancio 2025 ha fissato questo limite per contrastare l'evasione fiscale e il riciclaggio di denaro.

La norma non fa distinzioni tra acquisti, donazioni, prestiti o restituzioni: qualsiasi passaggio di denaro contante tra familiari, come genitori, figli, nonni e nipoti, deve rispettare il tetto dei 5.000 euro. Non esistono eccezioni per i rapporti di sangue.

Un caso concreto aiuta a comprendere meglio: dare in contanti 4.999,99 euro a un parente è consentito senza particolari obblighi. Superare questa soglia, anche con 5.000 euro netti, espone entrambe le parti a sanzioni amministrative, che possono arrivare fino a 250.000 euro, anche in assenza di intenzioni evasive.

Queste disposizioni sono confermate da fonti quali Edotto, Alias Digital, Studio Mazzi Partners, Brocardi e SumUp, che evidenziano l'applicazione rigorosa della legge su tutta la pen*sola.

La legge di bilancio 2025, testo ufficiale, rappresenta il documento di riferimento che sancisce questo limite e i relativi obblighi di tracciabilità.

Nel passato, le donazioni, i prestiti e le restituzioni tra familiari avvenivano spesso senza controllo e senza obbligo di tracciabilità. Oggi, invece, il legislatore ha esteso la norma anche a queste situazioni per garantire massima trasparenza finanziaria.

Questo cambiamento impone una nuova consapevolezza: anche il denaro che si scambia "in casa" deve essere tracciato se supera la soglia. La fiducia familiare si traduce così in regole concrete, pensate per la trasparenza e la legalità.

💁‍♂️ Regola italiana 2025: limite contante a 5.000 euro
👉 La soglia vale anche per donazioni e prestiti tra familiari
👉 Sanzioni fino a 250.000 euro senza eccezioni
👉 Fonti: Edotto, Alias Digital, Studio Mazzi Partners e altri

03/11/2025

Bonus casa, nel 2026 sono in arrivo cambiamenti ma le detrazioni al 50% per la prima casa, che al momento è previsto che scadano e vengano ridotte al 36%, dovrebbero invece essere...

03/11/2025

Indirizzo

TraVia Priv. L. Da Vinci, 10
Villa San Giovanni
89018

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 12:30
17:00 - 19:00
Martedì 09:30 - 12:30
17:00 - 19:00
Mercoledì 09:30 - 12:30
17:00 - 19:00
Giovedì 09:30 - 12:30
17:00 - 19:00
Venerdì 09:30 - 12:30
17:00 - 19:00

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