16/07/2026
🔵 Quanti megawatt servono per costruire la sovranità digitale dell’Italia?
È una domanda molto concreta, perché oggi un data center non si misura soltanto in server o metri quadrati, ma nella disponibilità di energia continua, sicura e competitiva.
Nell’intervista a DigitEconomy.24, pubblicata da Il Sole 24 Ore, ho spiegato perché l’Italia deve affrontare insieme due sfide: aumentare la propria capacità di calcolo e dotarsi di una pianificazione energetica dedicata.
Abbiamo condizioni favorevoli per diventare un hub europeo dei data center e del supercalcolo: la posizione nel Mediterraneo, le dorsali sottomarine, infrastrutture digitali avanzate e territori con caratteristiche complementari, da Milano alla Liguria fino alla Sicilia.
Trasformare questi vantaggi in valore significa attrarre investimenti, rafforzare la competitività delle imprese, rendere più sicuri i dati strategici e garantire maggiore resilienza e continuità operativa al Paese.
Con il ministro Gilberto Pichetto Fratin stiamo lavorando su più direttrici: semplificazione autorizzativa, rinnovabili, accumuli, recupero del calore, efficienza energetica e nuove fonti stabili. In questo quadro, sarebbe miope escludere gli SMR, i piccoli reattori modulari, da un confronto che deve essere rigoroso sul piano tecnico, industriale e autorizzativo.
L’Italia non può limitarsi a ospitare infrastrutture sviluppate altrove. Deve costruire capacità nazionale ed europea, anche attraverso progetti come Q-ARCA, la piattaforma pubblica dedicata a HPC, intelligenza artificiale e quantum.
Serve un disegno nazionale che tenga insieme energia, capacità di calcolo, sicurezza e sviluppo industriale.