08/09/2022
Bel gesto….
L’uomo che vedete in quest’immagine è un eroe dei nostri tempi. Si chiama Roberto De Zerbi ed è l’ex allenatore del Sassuolo. Ieri è stato contattato dai dirigenti del Bologna, e qui devo aprire una parentesi. Fino a domenica, il Bologna è stato allenato da Sinisa Mihajlović, ex calciatore serbo con cittadinanza italiana, che da fine agosto 2019 lotta contro la leucemia. Lo abbiamo visto più volte, negli ultimi tre anni, smagrito, impallidito e sofferente per i cicli di chemio e radio cui è stato sottoposto. Cicli sopportati con orgoglio e tanto, tanto coraggio.
Ebbene, vuoi per il non eccelso valore del suo organico, vuoi (forse soprattutto) per questa disavventura che avrebbe stecchito un toro e di cui ancora non si vede la fine, i suoi risultati non sono stati eccezionali, soprattutto nella stagione appena iniziata, col Bologna nella fascia bassa della classifica.
La spietata legge del calcio gli si è abbattuta contro, ed è stato esonerato. I dirigenti rossoblù pensavano di andare a colpo sicuro: chiamiamo De Zerbi, s’erano detti, di sicuro non rifiuterà.
Invece ha rifiutato. Con queste parole: «Non posso farlo, dopo Sinisa».
Quando l’ho appreso, ho subito pensato all’amicizia. Per un amico, se sei uomo retto, una cosa del genere la fai.
Ebbene, sapete? I due non solo non sono amici, ma nemmeno si frequentano. Si conoscono a malapena. De Zerbi ha “semplicemente” fatto una scelta umana. La scelta di un uomo che non se la sente di prendere il posto di un collega in lotta contro un avversario ben più temibile di una squadra di calcio.
Non è la prima volta che De Zerbi si comporta così. Già a febbraio, quando esplose il conflitto in Ucraina, dove lui allenava lo Shakhtar, decise di restare dov’era, in un hotel di Kiev con guardie armate all’interno e le bombe fuori, pur di non abbandonare i giocatori.
Sono sincero, non so se sarei capace di questo rigore morale. Ma so che è incoraggiante pensare che gli uomini senza prezzo esistono ancora.