21/01/2026
🔹 Pillole di... Monitoraggio ambientale
🌬 𝗣𝗠𝟭𝟬 𝗲 𝗣𝗠𝟮.𝟱: 𝗮𝗿𝗶𝗮, 𝘀𝘁𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗲
Durante i mesi invernali le concentrazioni di PM10 e PM2.5 tendono ad aumentare, soprattutto nel Nord Italia. Il fenomeno è legato non solo alle emissioni antropiche — traffico, attività industriali e riscaldamento — ma anche a condizioni meteorologiche che ostacolano la dispersione degli inquinanti.
❄️ In inverno, infatti, situazioni di stabilità atmosferica e di inversione termica limitano il rimescolamento dell’aria: gli inquinanti restano intrappolati negli strati più bassi dell’atmosfera, favorendo l’accumulo di polveri fini.
☀️ Nei mesi estivi, al contrario, la maggiore turbolenza atmosferica contribuisce a una più efficace diluizione degli inquinanti.
🔬 Il particolato può essere emesso direttamente dalle sorgenti (PM primario) oppure formarsi in atmosfera tramite reazioni chimiche (PM secondario). Quest’ultimo costituisce una quota rilevante del PM2.5, le cui dimensioni ridotte permettono alle particelle di raggiungere le parti più profonde dell’apparato respiratorio.
📘 In questo contesto si inserisce la nuova 𝗗𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗨𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟰/𝟮𝟴𝟴𝟭, che introduce limiti più stringenti per PM10 e PM2.5, nuovi limiti giornalieri e una riduzione dei superamenti consentiti, rafforzando l’approccio alla tutela della qualità dell’aria e della salute pubblica.