Studio di Ingegneria ing. Fulvio Giani

Studio di Ingegneria ing. Fulvio Giani Sicurezza in Progetto ed in Esecuzione – www.studioinggiani.it

Ambiente Lavoro Bologna 2026 – Innovazione Tecnologica – ing. Fulvio Giani. Nel corso delle due giornate di confronto e ...
29/05/2026

Ambiente Lavoro Bologna 2026 – Innovazione Tecnologica – ing. Fulvio Giani. Nel corso delle due giornate di confronto e approfondimento nello spazio del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, all’interno dello stand de “Il Sole 24 Ore” presso la fiera Ambiente Lavoro Bologna si è tenuto il convegno dedicato a “Innovazioni tecnologiche e IA nel settore dell’edilizia. Novità normative, criticità e prospettive”. Nel corso dell’evento sono state esaminate le trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale e dalle nuove tecnologie nei processi produttivi e nella gestione della sicurezza. Alla prima tavola rotonda hanno partecipato Abdul Ghani Ahmad, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Stefano Marconi, Direttore della Direzione Interregionale del Lavoro del Centro INL, Fulvio Giani e Federico Serri GdL Sicurezza CNI. L’ing. Tiziana Petrillo, Consigliera CNI con delega alla sicurezza e alla prevenzione incendi, ha evidenziato come:” … la persona deve restare al centro di ogni processo di innovazione, come lavoratore, datore di lavoro e tecnico. La tecnologia rappresenta una grande opportunità, ma deve essere governata con equilibrio, consapevolezza e responsabilità, accompagnando il cambiamento passo dopo passo, come avviene in ogni grande rivoluzione …". Inoltre è stata presentata, per il GdL Sicurezza CNI, l’anteprima della pubblicazione sulla sicurezza per le demolizioni nei cantieri.

Coordinamento della sicurezza: utilizzo reti anticaduta – ing. Fulvio Giani. Nel corso dell’attività di coordinamento sv...
22/05/2026

Coordinamento della sicurezza: utilizzo reti anticaduta – ing. Fulvio Giani. Nel corso dell’attività di coordinamento svolta in un cantiere di ristrutturazione all’interno di un opificio industriale, è emersa la necessità di prevenire il rischio di caduta dall’alto mediante l’installazione di sistemi di protezione collettiva, quali le reti anticaduta. Tali dispositivi sono impiegati per arrestare l’eventuale caduta di persone e garantire la sicurezza delle aree di lavoro in quota. Le reti di sicurezza orizzontali vengono posizionate al di sotto delle zone operative per intercettare possibili cadute, mentre le reti verticali laterali sono installate lungo i bordi degli edifici al fine di impedire la caduta verso l’esterno. Le reti devono essere corredate di etichetta identificativa riportante la classe di appartenenza, la data di produzione, le certificazioni di conformità e la capacità di assorbimento dell’energia. Il Coordinatore per l’Esecuzione dei lavori deve verificare che l’installazione sia eseguita da personale qualificato, che gli ancoraggi siano certificati e adeguatamente dimensionati, che vengano effettuati controlli periodici e che sia mantenuta la distanza minima di sicurezza dal suolo. Deve inoltre accertare l’integrità delle reti, verificando l’assenza di tagli, abrasioni o fenomeni di degrado. È infine necessario prevedere ispezioni visive prima di ogni utilizzo, controlli successivi all’arresto di eventuali cadute e la puntuale registrazione degli interventi di manutenzione e verifica effettuati.

Coordinamento della sicurezza: chiusura di sicurezza di un’asola in un solaio in costruzione – ing. Fulvio Giani. Durant...
15/05/2026

Coordinamento della sicurezza: chiusura di sicurezza di un’asola in un solaio in costruzione – ing. Fulvio Giani. Durante la fase di realizzazione di un solaio in cemento armato, nel corso delle lavorazioni temporanee, sussiste il rischio di caduta attraverso i vani lasciati aperti sulla soletta. Per prevenire tale rischio, il dispositivo di protezione collettiva comunemente impiegato per la chiusura delle asole nel solaio consiste in un robusto tavolato in legno. Affinché sia garantita la sicurezza dei lavoratori, l’assito deve avere uno spessore adeguato, comunque non inferiore a 5 cm, così da assicurare sufficiente resistenza al calpestio. Il tavolato viene posato orizzontalmente a copertura completa dell’apertura, appoggiandosi a una struttura portante costituita da travi o travetti, in modo da garantire la continuità del piano di lavoro. La chiusura viene generalmente realizzata mediante tavole di legno accostate tra loro; in alcuni casi può essere previsto un doppio strato incrociato per incrementare la rigidezza e la stabilità del piano. L’assito deve inoltre essere saldamente fissato alla struttura sottostante mediante chiodatura o avvitatura, così da impedire qualsiasi movimento o spostamento accidentale. Il coordinatore per l’esecuzione, nel corso dei sopralluoghi in cantiere, è inoltre tenuto a verificare che tali dispositivi non siano stati manomessi e che risultino adeguati, sia sotto il profilo costruttivo sia per caratteristiche dimensionali e di spessore, al fine di garantire la sicurezza dei lavoratori.

Coordinamento della sicurezza: prova di carico su palo di fondazione – ing. Fulvio Giani. La prova di carico su un palo ...
07/05/2026

Coordinamento della sicurezza: prova di carico su palo di fondazione – ing. Fulvio Giani. La prova di carico su un palo di fondazione ha lo scopo di verificare che il palo sia in grado di sopportare il carico di progetto e di misurare i cedimenti prodotti dall’applicazione dei carichi. Si tratta di una lavorazione eseguita direttamente in cantiere attraverso una procedura articolata in più fasi operative ormai consolidate. Prima dell’inizio della prova bisogna effettuare alcune verifiche preliminari sulle testate, sulla integrità strutturale e preparazione della superficie di appoggio per il martinetto. Per l’esecuzione della prova si utilizzano martinetto idraulico, centralina idraulica, cella di carico calibrata, comparatori centesimali o sensori LVDT (trasduttori di posizione lineare), trave di contrasto e due pali di reazione. Si procede all’allestimento del sistema di contrasto, necessario a reagire alla spinta esercitata dal martinetto costituito da una trave di contrasto collegata ai pali di reazione. Si passa quindi all’installazione del martinetto e della strumentazione di misura. Sulla testa del palo viene posizionata una piastra di distribuzione, sulla quale vengono installati il martinetto idraulico e la cella di carico, collegati alla centralina idraulica. Gli strumenti di misura dei cedimenti vengono fissati a una trave indipendente di riferimento, in modo da garantire letture precise e non influenzate dai movimenti del sistema di contrasto. Prima dell’applicazione del carico viene effettuata una lettura iniziale di riferimento. Il carico viene poi applicato progressivamente per gradini. A ogni gradino seguono una fase di stabilizzazione e la registrazione dei cedimenti del palo, fino al raggiungimento del carico massimo previsto dal progetto. Terminata la fase di carico, si procede con lo scarico graduale del palo, utilizzando gli stessi gradini adottati durante il caricamento. Al termine della prova vengono rimossi il martinetto e gli strumenti di misura. In sintesi, il martinetto esercita una spinta verso il basso sul palo, mentre la trave di contrasto reagisce attraverso i pali di reazione; i comparatori misurano i cedimenti consentendo di costruire la curva carico-cedimento, fondamentale per valutare il comportamento del palo sotto carico. Il Coordinatore interviene per la sicurezza durante le prove di carico. Infatti tali operazioni comportano forze elevate, rischio di cedimenti e presenza di attrezzature in pressione. Prima dell’inizio della prova è necessario predisporre una procedura operativa che definisca tipo di prova, carico massimo previsto e strumenti utilizzati. Occorre inoltre verificare la stabilità dell’area circostante. I principali rischi sono rappresentati dal cedimento improvviso del palo, dalla rottura di martinetti o tiranti, dalla proiezione di parti metalliche e dal rischio di schiacciamento. Per questo motivo l’area di lavoro deve essere delimitata con transenne e cartelli indicanti il pericolo, consentendo l’accesso esclusivamente al personale autorizzato e mantenendo adeguate distanze di sicurezza dagli elementi in trazione. Tutte le attrezzature devono essere certificate, revisionate e idonee al carico massimo previsto, oltre a essere controllate prima dell’utilizzo. Gli operatori devono indossare i dispositivi di protezione individuale previsti, tra cui casco, scarpe antinfortunistiche, guanti, occhiali protettivi, gilet ad alta visibilità e protezioni per l’udito. Durante il caricamento gli operatori non devono sostare in linea con gli elementi in trazione né sotto le strutture di contrasto e le letture degli strumenti devono essere effettuate a distanza di sicurezza. Il carico deve essere applicato gradualmente, controllando costantemente spostamenti e deformazioni. La prova deve essere immediatamente interrotta in presenza di anomalie, come deformazioni eccessive, rumori di rottura o perdite di pressione nel circuito idraulico. Infine, è necessario predisporre adeguate misure di emergenza, tra cui una procedura di arresto rapido, vie di fuga sempre libere e la presenza di personale formato al primo soccorso.

Devo ringraziare l’ing. Katia Bosso e la dott.ssa Roberta Lampugnani per l’invito a intervenire al Convegno Formedil FSC...
05/05/2026

Devo ringraziare l’ing. Katia Bosso e la dott.ssa Roberta Lampugnani per l’invito a intervenire al Convegno Formedil FSC “Costruire Sicurezza: Impatti Operativi della Patente a Crediti e del Nuovo Accordo Stato-Regioni: dalla teoria alla pratica”, in occasione della Giornata della Sicurezza del 5 maggio 2026. Dopo aver portato i saluti dell’Ordine degli Ingegneri di Torino e della Commissione Sicurezza Cantieri, ho sottolineato come oggi costruire sicurezza significhi costruire organizzazione, competenze e responsabilità diffuse. La patente a crediti e il nuovo Accordo Stato-Regioni non rappresentano soltanto strumenti normativi, ma una concreta opportunità per passare da una sicurezza formale, fatta di documenti, a una sicurezza reale, misurabile e integrata nelle attività quotidiane. Si apre così la possibilità di inserire la sicurezza all’interno dei processi aziendali, sottraendola a una posizione marginale e collegandola direttamente alla qualità e alla produzione. In questo contesto, la digitalizzazione della formazione, della gestione delle scadenze e degli audit, insieme alla tracciabilità, diventano un elemento di valore anche per il sistema della patente a crediti. Fondamentale, infine, è puntare su una formazione realmente efficace, basata su metodi pratici articolati in simulazioni, analisi di casi reali e addestramento sul campo.

Coordinamento della sicurezza: utilizzo di trabattello – ing. Fulvio Giani. Nel coordinamento della sicurezza all’intern...
24/04/2026

Coordinamento della sicurezza: utilizzo di trabattello – ing. Fulvio Giani. Nel coordinamento della sicurezza all’interno di un cantiere di ristrutturazione, l’impiego del trabattello rappresenta una delle situazioni operative più frequenti e, al tempo stesso, più delicate. Il trabattello, infatti, è una struttura mobile ampiamente utilizzata per l’esecuzione di lavori in quota, ma proprio per questa sua funzione espone i lavoratori a rischi significativi se non viene utilizzato correttamente. La sicurezza deve quindi essere considerata un elemento centrale in tutte le fasi di utilizzo, poiché una parte rilevante degli infortuni è riconducibile a errori di montaggio, uso improprio o carenze nei controlli preliminari. Il primo aspetto fondamentale riguarda il corretto montaggio della struttura, che deve essere eseguito esclusivamente da personale adeguatamente formato, attenendosi scrupolosamente alle indicazioni contenute nel manuale del produttore. Prima dell’assemblaggio è necessario verificare l’integrità e la completezza di tutti i componenti, come ruote, parapetti, elementi diagonali e sistemi di collegamento. Il trabattello deve essere installato su una superficie piana, compatta e stabile, condizione indispensabile per garantirne l’equilibrio. È obbligatorio bloccare le ruote una volta posizionata la struttura e, quando previsto, installare gli stabilizzatori per aumentare la sicurezza contro il rischio di ribaltamento. È inoltre tassativamente vietato spostare il trabattello quando sono presenti operatori sulla piattaforma. Un ulteriore elemento essenziale è rappresentato dai sistemi di protezione collettiva: il piano di lavoro deve essere dotato di parapetto completo, costituito da corrente principale, corrente intermedio e tavola fermapiede, al fine di prevenire cadute dall’alto. Il piano stesso deve essere adeguatamente fissato alla struttura per evitare movimenti accidentali durante l’utilizzo. Particolare attenzione deve essere riservata anche alle modalità di accesso. La salita e la discesa devono avvenire esclusivamente tramite scale interne e botole previste dal sistema, evitando in modo assoluto l’arrampicata dall’esterno, pratica estremamente pericolosa e non conforme alle norme di sicurezza. Durante l’utilizzo, è necessario rispettare i limiti di carico indicati dal costruttore, evitando sovraccarichi che potrebbero compromettere la stabilità della struttura. È inoltre vietato utilizzare scale, sgabelli o altri dispositivi sopra il piano di lavoro del trabattello per aumentare l’altezza operativa, in quanto ciò incrementa significativamente il rischio di caduta. Infine, prima di ogni utilizzo, deve essere effettuato un controllo accurato dello stato di conservazione del trabattello, con particolare riferimento a ruote, giunti, pianali e sistemi di fissaggio. Qualsiasi componente danneggiato o non idoneo deve comportare l’immediata messa fuori servizio della struttura fino al completo ripristino delle condizioni di sicurezza. Un approccio rigoroso e consapevole nell’uso del trabattello è quindi essenziale per prevenire incidenti e garantire un ambiente di lavoro sicuro per tutti gli operatori coinvolti.

Coordinamento della sicurezza: realizzazione micropali con tubi autoperforanti – ing. Fulvio Giani. Nel coordinamento de...
17/04/2026

Coordinamento della sicurezza: realizzazione micropali con tubi autoperforanti – ing. Fulvio Giani. Nel coordinamento della sicurezza per un cantiere di ristrutturazione in una galleria di centro commerciale, è stata gestita l’operatività di un micropalatore su solaio piastrellato, protetto mediante strati di nylon, masonite e tavolato (≥5 cm) per la ripartizione dei carichi, con puntellamento del vespaio sottostante. Sono stati realizzati micropali con tubi autoperforanti, elementi di piccolo diametro utilizzati per il consolidamento delle fondazioni, caratterizzati dall’unione in un’unica fase di perforazione e installazione. Il sistema comprende barre cave filettate in acciaio, punte sacrificabili, manicotti di giunzione e iniezione di malta cementizia. Le fasi operative prevedono: posizionamento della perforatrice cingolata su percorso protetto; perforazione con barra cava e iniezione simultanea di malta (con funzione stabilizzante, di asporto detriti e formazione del bulbo); avanzamento mediante aste successive con giunzioni; iniezione finale fino alla profondità di progetto. L’impianto di iniezione include silo, coclea, miscelatore, vasca di agitazione, p***a e quadro di controllo. Le tubazioni di iniezione, posate a pavimento, sono protette con recinzioni, coperture e rampe di scavalco. I principali rischi in ambiente chiuso riguardano: emissioni di gas (CO), instabilità strutturale, rumore e vibrazioni, movimentazione delle aste, iniezioni in pressione e manipolazione del cemento. Le misure adottate includono: aspirazione forzata dei fumi, monitoraggio strutturale e ripartizione dei carichi, DPI e limitazione dell’esposizione al rumore, delimitazione delle aree e uso di sistemi di movimentazione sicuri, controllo delle pressioni e valvole di sicurezza, utilizzo di DPI specifici per il cemento. Completano il quadro: impianti e attrezzature conformi (protezioni, arresti di emergenza, controlli), impianto elettrico a norma e organizzazione del cantiere con vie di fuga libere, illuminazione adeguata, segnaletica e piano di emergenza.

Coordinamento della sicurezza: opere di saldatura sulle teste di pali di fondazione – ing. Fulvio Giani. Nell’ambito del...
12/04/2026

Coordinamento della sicurezza: opere di saldatura sulle teste di pali di fondazione – ing. Fulvio Giani. Nell’ambito del coordinamento della sicurezza nei cantieri di nuova costruzione, è stata rilevata un’attività di saldatura di elementi metallici di ancoraggio sulle teste dei pali emergenti dal terreno. Il posizionamento di tali anelli aveva lo scopo di migliorare la connessione tra la testa del palo e l’armatura del plinto sovrastante. Oltre ai rischi tipici delle operazioni di saldatura, erano presenti le condizioni proprie del cantiere, quali terreno irregolare, scavi, ferri sporgenti e ambiente umido. Proprio su quest’ultimo aspetto si è concentrata in particolare l’attenzione del coordinatore. È stato verificato che l’alimentazione elettrica fosse sicura e adeguatamente protetta, mediante interruttore differenziale e impianto di messa a terra, e che l’operatore disponesse di una saldatrice dotata di sistema di riduzione automatica della tensione a vuoto (VRD). Si è inoltre accertato che l’operatore lavorasse su pedana isolante, evitando il contatto diretto con il terreno bagnato e con strutture metalliche. È stata verificata la corretta dotazione e l’effettivo utilizzo dei DPI specifici, in particolare guanti isolanti e da saldatura, assicurandosi che fossero in condizioni idonee e asciutti. È stata controllata l’integrità dei cavi elettrici, privi di tagli o giunzioni improvvisate e sollevati da terra; il corretto isolamento del portaelettrodo e il posizionamento della pinza di massa, collegata in modo adeguato e in prossimità del punto di saldatura. Infine, è stata verificata la presenza di un operatore in assistenza, la delimitazione e segnalazione dell’area di lavoro e il corretto posizionamento delle attrezzature in zona asciutta.

04/04/2026
Coordinamento della sicurezza: parapetto temporaneo in cantiere – ing. Fulvio Giani. Nell’ambito del coordinamento della...
04/04/2026

Coordinamento della sicurezza: parapetto temporaneo in cantiere – ing. Fulvio Giani. Nell’ambito del coordinamento della sicurezza nei cantieri di nuova costruzione, l’impiego di parapetti temporanei è una pratica diffusa. Tuttavia, non è raro riscontrare realizzazioni che non soddisfano i requisiti minimi di sicurezza. Come viene fatto il parapetto dice molto di come è gestito il cantiere e può diventare un indicatore della qualità complessiva della gestione della sicurezza da parte dell'Impresa. È quindi fondamentale definirne con chiarezza le caratteristiche, descrivendo la configurazione di un parapetto “normale” conforme alla normativa. Un parapetto efficace è costituito da elementi essenziali che garantiscono la protezione sia contro il rischio di caduta dall’alto, sia contro la caduta di materiali. In primo luogo, il corrente superiore (o corrimano) rappresenta l’elemento più alto e fornisce il principale sostegno all’operatore. Deve essere installato a un’altezza non inferiore a 100 cm dal piano di calpestio, in modo da impedire lo scavalcamento accidentale e offrire un appoggio sicuro. A metà distanza tra il corrente superiore e la tavola fermapiede si colloca il corrente intermedio, la cui presenza è indispensabile per evitare il passaggio del lavoratore attraverso lo spazio libero tra gli elementi del parapetto. Alla base si trova la tavola fermapiede, con altezza minima di 15 cm, la cui funzione è impedire la caduta accidentale di oggetti, utensili o materiali verso i livelli sottostanti. I montanti, infine, sono gli elementi verticali di sostegno ai quali vengono fissati i correnti. Devono essere saldamente ancorati alla struttura portante e dimensionati per resistere alle sollecitazioni, in particolare alle forze orizzontali derivanti da eventuali urti. Nel complesso, un parapetto correttamente realizzato deve garantire robustezza, stabilità e continuità, evitando la presenza di spazi vuoti pericolosi e contribuendo in modo determinante alla prevenzione degli infortuni sul lavoro. Purtroppo il parapetto è spesso cannibalizzato di alcuni suoi elementi o eseguito in maniera fantasiosa e inefficiente, diventando, più che un apprestamento di sicurezza, una insidiosa trappola.

Indirizzo

Via Giuseppe Giacosa 21bis
Turin

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