23/11/2023
Chi è debole di cuore o vive di favole non legga questo articolo del prof Orsini.
L’Unione europea ha appena sborsato 1,5 miliardi di euro all’Ucraina per sostenere il suo sforzo bellico. Ursula von der Leyen ha anche annunciato che l’Unione europea intende dare 50 miliardi di euro a Zelensky entro il 2027 e ha aggiunto che: “Il nostro sostegno all’Ucraina ha adesso raggiunto 85 miliardi di euro”. È una cifra da capogiro, soprattutto con l’Europa in recessione.
La guerra in Ucraina deve proseguire. La prospettiva che l’esercito ucraino collassi atterrisce Biden. Se una tale circostanza si verificasse, l’immagine del presidente americano verrebbe straziata. Biden ha investito enormemente in questa guerra rassicurando gli alleati che la sconfitta della Russia sarebbe stata un’impresa agevole. La tesi dell’Occidente è stata questa: “Siccome la Russia è debolissima, è più conveniente investire nella guerra che nella diplomazia”. Ma la Russia non è debole; semmai l’Europa. Diciotto mesi di guerra hanno mandato l’Unione europea in recessione e l’hanno pure semi-demilitarizzata. Niente munizioni. Non riesce a produrle in quantità sufficienti. Ne consegue che l’Europa è più povera e insicura di prima, mentre il Pil della Russia cresce e il suo esercito è sempre più armato e addestrato.
Uno degli effetti positivi della guerra, per la Russia, è che i suoi soldati stanno facendo un grande allenamento mentre i soldati americani non combattono una guerra da molti anni e quelli europei non sanno nemmeno cosa sia. I Paesi in guerra sono i Paesi che sanno fare la guerra giacché la guerra è un lavoro che si impara con la pratica sul campo. Le superpotenze hanno bisogno di fare le guerre periodicamente per esercitarsi e aggiornarsi sulle innovazioni militari. Questa è una guerra che presenta molte novità; è una guerra di trincea tecnologicamente avanzata. Non è una nuova guerra vecchia; è una vecchia guerra nuova. Non è la solita guerra; è un’insolita guerra. I russi stanno anche prendendo le misure a tutte le migliori armi americane, inclusi gli Atacms, gli Abrams e gli Himars. L’esercito russo oggi è più equipaggiato, preparato e temibile di ieri.
L’esercito ucraino deve reggere almeno fino al voto per le prossime presidenziali americane. Provate a immaginare il crollo dell’esercito ucraino mentre Biden duella con il suo antagonista repubblicano in televisione. L’esperimento mentale vale la pena. La conduttrice lo interrompe e dice: “Devo dare una notizia urgentissima: l’esercito ucraino è in rotta”.
Quindi per ora è vietato trattare. L’ha detto anche Giorgia Meloni. Durante la riunione del G20 del 22 novembre, Putin ha detto da remoto che la Russia vuole trattare per porre fine alla tragedia della guerra. Putin ha aggiunto che è stata l’Ucraina a ritirarsi dal tavolo negoziale e ad emanare un decreto presidenziale che impedisce le trattative. Meloni ha replicato a Putin che potrebbe chiudere la guerra subito ritirandosi da tutti i territori senza chiedere niente in cambio. Chissà perché Meloni non proponga di terminare la guerra a Gaza chiedendo a Israele di ritirarsi da tutti i territori palestinesi senza contropartite.
Si parla spesso della crisi dell’Occidente. Se questa crisi esiste, è innanzitutto una crisi di valori. L’Occidente ha un serio problema con il cosiddetto doppio standard morale. L’ipocrisia crea pochi ammiratori, soprattutto tra i giovani.