02/06/2026
𝗦𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮, 𝗮𝗻𝗲𝗱𝗱𝗼𝘁𝗶 𝗲 𝗰𝗲𝗹𝗲𝗯𝗿𝗶𝘁𝗮: 𝗖𝗮𝗿𝗱 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗧𝗵𝗲𝗺𝗮 𝟴.𝟯𝟮
La follia di incastonare un v8 Ferrari sotto il cofano di una classica berlina ha un nome, Lancia Thema, e un codice, 8.32, diventato celebre tra gli appassionati come un mitologico minotauro. Il suono di un V8 made in Maranello è indescrivibile, accompagnato dai profumi dell'alcantara di Chivasso.
Non che alla Lancia Thema i motori mancassero: sotto il suo cofano trovavano casa sia 4 cilindri benzina o diesel, ma anche due V6 (il 2.8 PRV da 150 cavalli e il 3 litri Alfa Romeo da 175 cavalli). Top di gamma in casa Lancia, Thema è una berlina onesta, ben disegnata, elegante, sobria e discreta.
Ma due anni dopo la sua commercializzazione, arriva sul mercato un progetto sorprendente: nome in codice 8.32, un nome esoterico per designare la specificità di questa nuova Thema. L'8 corrisponde al numero di cilindri e il 32 al numero di valvole. Perché sotto il cofano si nasconde un V8 Ferrari (quello della Ferrari Mondial o della 308 GTS, capace di 255cv a 7.770 giri) che sviluppa, leggermente addomesticato, 215cv a 6.750 giri al minuto (poi mortificati dal catalizzatore, con la potenza che scese a 205 cavalli nella seconda serie, prodotta con un accordo con Ducati per assemblare a Borgo Panigale qualche centinaio di V8 destinati alla Thema 8.32 che si avviava al pensionamento, produzione che avveniva rigorosamente sotto la supervisione dei responsabili del controllo qualità di Maranello dal 1990 al 1992). Esiste dunque una berlina Ferrari (anche se non ha mai avuto il diritto di portare questo nome) che non è stata realizzata a seguito di un ordine speciale del Sultanato del Brunei, anzi. Viene prodotta “in serie” e in molte copie, proporzionalmente parlando tanto che molti esemplari ancora circolano sfoggiano qua e là un cavallino rampante (spesso, in aggiunta, il distintivo dello scudo giallo Ferrari da corsa attaccato ai lati dell'auto). Per l’esattezza, 3.520 esemplari furono vendute (2.370 della prima serie e 1.150 della seconda) ad un prezzo praticamente doppio rispetto a quello di una già prestantissima Thema Turbo.
Ma vuoi mettere l’esclusività? Anzitutto il prezzo: la "Thema-Ferrari" costava tanto, anzi, tantissimo, perchè oltre 63 milioni di lire corrispondevano al doppio del listino della "2.0 turbo i.e." e, rivalutando la cifra con l'inflazione storica, sono pari a 86.025€ di oggi. Eppure la 8.32 divenne subito un'icona del successo negli anni dello yuppismo e un punto di riferimento per l’Italia “bene”. Enzo Ferrari girava in 8.32 (quando l’avvocato Giovanni “Gianni” Agnelli proponeva l'unica station wagon "ufficiale") e venne acquistata da diverse celebrità, tra cui i piloti dell'epoca della Ferrari in F1, Alboreto e Berger, per non parlare di Cesare Romiti e Vittorio Ghidella, senza dimenticare che fu regalata in versione blindata al presidente della Repubblica Francesco Cossiga, oltre che acquistata da molti imprenditori appassionati. Per chi voleva guidare una Ferrari portando con sé la famiglia, la 8.32 era una scelta molto interessante. Radica di noce, pelle Poltrona Frau e Alcantara, dotazioni complete per il tempo: oltre alle sospensioni elettroniche, che il guidatore poteva selezionare scegliendo tra taratura automatica e sportiva, montava - prima stradale al mondo - un alettone posteriore elettroattuato. In molti credevano si attivasse una volta raggiunta una determinata velocità, in realtà serviva un comando manuale (e non aveva alcuna funzionalità aerodinamica: conferiva solo un vezzo estetico alla linea elegante della berlina di Torino). Insomma, questa Thema era e rimane un vero e proprio salotto viaggiante che, sotto un vestito “discreto”, nasconde un gioiello meccanico, un originale V8 da 3 litri Ferrari. Mettiamola così: in cambio si ha il piacere sapere di essere al volante di un'auto rara, frutto dell'associazione di due marchi leggendari (Lancia e Ferrari), e dotata di un motore eccezionale! Eccovi, nella Card, i numeri di questo minotauro tutto italiano!