ALTA spa

ALTA spa Born in Italy in 1968, ALTA has been a leading manufacturer of hydraulic cylinders for over 50 years.

Founded in Italy in 1968 by a group of pioneers in the world of precision mechanics, A.L.T.A. Spa has been at the top of the tube market for the construction of hydraulic cylinders for over 50 years. A.L.T.A.'s finishing allows to obtain high-performance and long-lasting products, thanks also to the automatic system that, by scanning the surface of the tube at the end of the machining process, allows to detect any micro defects on the surface.

Il Tube di Düsseldorf si è appena concluso ma è già possibile provare ad abbozzare un bilancio della nostra presenza. No...
20/04/2026

Il Tube di Düsseldorf si è appena concluso ma è già possibile provare ad abbozzare un bilancio della nostra presenza. Nonostante uno scenario mai come oggi complesso - dominato da un quadro geopolitico sfidante, dall’interruzione delle supply chains, da dazi stellari e dalla scarsità di materie prime - ALTA riafferma ancora una volta la propria presenza centrale nel suo ruolo di produttore di tubi levigati per applicazioni oleodinamiche e in quello di importatore, nonostante le difficoltà aggiuntive dovute alle tariffe di importazione e ai nuovi addizionali CBAM.
I nostri clienti confermano le loro preferenze e la loro fedeltà nei nostri confronti. Indice di una soddisfazione che è il nostro costante obiettivo. Non solo: si è anche discusso di nuovi progetti che potrebbero presto prendere il via (e questo nonostante l’assenza di molti clienti delle regioni del sud est asiatico, impossibilitati a partecipare). Ancora una volta l’evento fieristico tedesco ha così ribadito la sua importanza centrale come momento di aggregazione e confronto del settore.
L’interesse dei visitatori che hanno affollato il nostro stand si è suddiviso equamente tra qualità e performances dei nostri prodotti e i servizi che proponiamo. Questo grazie anche alla competenza e alla preparazione del nostro staff che ci piace ancora una volta ringraziare.

Ci siamo! Da oggi e fino al 17 aprile ci trovate al nostro nuovo stand (ma al vecchio indirizzo: Hall4, B29). Naturalmen...
13/04/2026

Ci siamo! Da oggi e fino al 17 aprile ci trovate al nostro nuovo stand (ma al vecchio indirizzo: Hall4, B29). Naturalmente a Düsseldorf, dove è appena iniziato il TUBE 2026.
E siccome ci piace sottolineare il nostro cuore verde, come vedete abbiamo trovato nell'allestimento dello stand un modo per ricordare la nostra attenzione nei confronti della riduzione delle emissioni di CO2.

ETS: UNA REVISIONE NECESSARIAIl sistema di scambio di quote di emissione (EU ETS) divenuto un pilastro centrale della po...
08/04/2026

ETS: UNA REVISIONE NECESSARIA
Il sistema di scambio di quote di emissione (EU ETS) divenuto un pilastro centrale della politica industriale e climatica dell’Unione, sarà rivisitato. È quanto è uscito dalla Commissione Europea, riunitasi per decidere sull’argomento, lo scorso 20 marzo. Entro luglio 2026 verrà presentata una nuova proposta, destinata a correggere il sistema. In questo modo sono state parzialmente accolte le esigenze portate sul tavolo dal’Italia (insieme ad altri otto Paesi europei, per lo più dell’Est) ma osteggiate da Germania, Francia e Spagna, insieme ai nordici.
Quale la direzione di questi aggiustamenti non è ancora facile determinare del tutto: quel che è chiaro è che così come è non va. Al di là di ogni slancio ecologista, l’idea - che risale al protocollo di Kyoto del 1997 e declinata in formule rese flessibili nei meccanismi applicativi - si è rivelata un palliativo pieno di distorsioni, con una ricaduta iniqua tra i vari soggetti coinvolti.
L’intenzione teorica, quella di premiare la decarbonizzazione immettendo dei limiti (cap) alle emissioni di CO2 delle aziende superati i quali le aziende avrebbero potuto acquistare (trade) crediti accumulati da chi aveva innescato azioni virtuose, si è rivelata poi controproducente. C’è stato chi ha delocalizzato impianti energivori in Paesi e chi ha importato prodotti con CO2 incorporata e non tracciata. Ma in generale quello che si è osservato sul terreno è stato il fallimento di un’impostazione UE che non si può che definire tecnocratica: utilizzare norme astratte e contabilità di vario tipo per incarnare principi morali globali (proteggere l’ambiente) e stimolare comportamenti adeguati (per altro sacrosanti).
Il malessere dell’industria è reale: non può essere ignorato o delegittimato. Le aziende si sono effettivamente impegnate nella decarbonizzazione: in Italia tra il 2005 e il 2004 le emissioni dei settori soggetti ad ETS si sono ridotte del 49% e tra il 2021 e il 2024, in soli 4anni, la carbon intensity è scesa del 20%.
Ma il punto di svolta si è avuto quando si è passati dalle quote gratuite, erogate sino all’anno scorso, alle aste dei crediti. Prima infatti si creava un valore reale che andava a vantaggio degli operatori più efficienti. Il sistema delle aste, per cui le aziende acquistano invece crediti a un valore dettato dal mercato (sottoponendoli per altro a logiche speculative), implicano che il ricavato non torni alle aziende. I soldi finiscono infatti. in fondi internazionali e bilanci nazionali. E alle aziende, costrette a pagare prezzi che non sono mai determinabili a priori, non torna nulla. Con l’intenzione di affidarsi al mercato, si è poi tradito il mercato stesso, che conosce i suoi meccanismi regolatori e che stimola l’efficienza. La redistribuzione pubblica dei proventi non segue invece queste logiche, non premia chi si impegna: redistribuisce invece sulla base di scelte politiche.
Ci si attende che la riforma di luglio applichi reali trasformazioni. Non per disapplicare il green deal, ma per renderlo reale e perseguibile e per supportare adeguatamente le aziende nel loro cammino verso il controllo delle emissioni.

Dal 13 al 17 aprile torna al centro fieristico di Düsseldorf il TUBE, la più importante fiera del nostro settore. ALTA s...
01/04/2026

Dal 13 al 17 aprile torna al centro fieristico di Düsseldorf il TUBE, la più importante fiera del nostro settore.
ALTA sarà naturalmente presente con il proprio stand, situato in Hall 4, B29.
Veniteci a trovare, saremo lieti di incontrarvi di persona.

From 13 to 17 April, TUBE – the leading trade fair in our sector – returns to the Düsseldorf Messe.
ALTA will, of course, be there with its own booth, located in Hall 4, B29.
Do come and see us; we look forward to meeting you in person.

https://www.tube-tradefair.com/vis/v1/en/exhprofiles/v9CvrJxiRJSGlhsGImE7jw

SI PUÒ FARE?Il rapporto WWF appena pubblicato sulla produzione di acciaio in Italia indica una via per ottenere al tempo...
06/02/2026

SI PUÒ FARE?
Il rapporto WWF appena pubblicato sulla produzione di acciaio in Italia indica una via per ottenere al tempo stesso un rilancio della competitività industriale, una riduzione delle emissioni in vista della decarbonizzazione e della neutralità climatica ambiziosamente posta al 2050 e ricadute sociali e occupazionali positive, immaginando la decarbonizzazione dell’acciaio come un traguardo non solo ambientale ma anche economico e sociale.

Lo studio, una corposa analisi di oltre 70 pagine, è stato redatto con la collaborazione di tre dipartimenti dell’Università degli studi di Trieste: quello di Ingegneria e Architettura, quello di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche e quello di Scienze Politiche e Sociali.
I dati di partenza sono chiari: a fronte di una costante crescita sul lungo trend della produzione di acciaio nel mondo (nonostante un calo YoY del 2025 del 2,1%), quella europea è in calo, soprattutto in Germania e In Italia (i due principali attori europei). La Cina è invece in testa - con oltre il 50% della produzione mondiale, seguita da lontano dall’India. L’Italia è attualmente all’undicesimo posto, con la quota del 15,8% della produzione europea: la sua perdita di produttività dal 2008 a oggi è stat del 28% ma nel 2025 è andata in controtendenza, registrando un aumento di produzione di acciaio grezzo del 3,1%.
E questa tenuta va attribuita - dicono gli studi commissionati dal WWF - a un modello basato in larga parte su forni elettrici e sul riciclo del rottame.
Lo sforzo - indubbiamente complesso - di mantenersi nel circolo virtuoso (e dalla parte giusta della storia, almeno di quella ambientale, aggiungiamo noi) si base su alcuni punti cardine: l’uso di forni elettrici e il riciclo di rottame ferroso, certamente, ma anche l’alimentazione dei suddetti forni con energia prodotta da fonti rinnovabili.
In questo senso il rapporto WWF identifica tre percorsi possibili, tre scenari. Si va da quello più conservativo, dove maggiori efficienze produttive contribuiscono a limitare il danno, a quello chiamato “prospettico, che punta molto sulla parziale decarbonizzazione delle fonti energetiche.
La vera svolta si ha però con il terzo scenario che punta a una trasformazione non cosmetica ma radicale: impiego quasi esclusivo di fonti energetiche rinnovabili, utilizzo di ferro pre-ridotto (DRI), riciclo di rottame ferroso di alta qualità (cioè un materiale pulito, uniforme, con composizione chimica controllata e già preparato per l’uso in forno) e, nel medio-lungo periodo, impiego dell’idrogeno verde.
È solo attuando questa visione che si potrebbe non solo raggiungere gli obiettivi stabiliti in termini di emissioni ma anche tutelare i posti di lavoro, e addirittura crearne di nuovi e qualificati, con un’opportunità che quindi è anche economica e sociale e non solo ambientale.
La richiesta è quindi quella di presentare la governo un piano industriale ed economico completo che faccia riferimento alle risorse utilizzabili, alle strategia da attuare, alle infrastrutture energetiche da potenziare, Insieme ovviamente alle fonti di finanziamento utilizzabili e a obiettivi di decarbonizzazione chiari e vincolanti.
Tuttavia le chiuse del WWF a un precedente documento che analizzava i comportamenti delle principali aziende di settore italiane sono esplicite nel puntare il dito sulle responsabilità condivise.
“La transizione verso una siderurgia a basse emissioni di carbonio richiede commitment e organizzazione aziendale, investimenti consistenti, una collaborazione efficace tra pubblico e privato e un quadro normativo stabile e incentivante.”
“Il percorso verso una siderurgia più sostenibile è tracciato, ma richiede un impegno continuo e una visione a lungo termine. Le aziende che sapranno coniugare innovazione, sostenibilità ed efficienza operativa avranno un ruolo da protagoniste nel nuovo scenario industriale globale.”
La domanda non retorica e pressante è “Italia, aziende: si può fare?
Ma c’è un altro grande dubbio. Il rapporto - volenteroso e positivo nel suo sforzo - sembra non tenere conto troppo del contesto geopolitico e commerciale. Non tiene conto della competitività commerciale dell’Italia e degli equilibri mondiali. Non tiene conto delle misure antidumping e delle barriere commerciali attualmente in discussione o applicazione e dei problemi non ancora risolti riguardo a una corretta applicazione del meccanismo dei CBAM. E non tiene conto della velocità a cui sanno svilupparsi i competitor, soprattutto la Cina. Che con tecnologie sperimentali come il flash ironmaking, con oltre 126 impianti green certificati tra il 2021 e il 2024, con impianti DRI (riduzione diretta a idrogeno) e con forni ad arco elettrico (FAE) sembra ben indirizzata a colmare le distanze in tempi rapidi.
Lo abbiamo già visto nel mondo automotive, con le case produttrici europee superate di un balzo dalla produzione di auto elettriche asiatiche. Dovrebbe servire da monito a un Europa, e a un’Italia, troppo spesso impigliate nelle proprie procedure burocratiche e in scelte incapaci di rapportarsi a un mercato la cui evoluzione sembra sorpassarci.

IMPARARE A DIRE NOLe dipendenti di A.L.T.A. Spa al corso di autodifesa femminile organizzato dalla palestra milanese La ...
19/12/2025

IMPARARE A DIRE NO
Le dipendenti di A.L.T.A. Spa al corso di autodifesa femminile organizzato dalla palestra milanese La Conca dei 5 Umeboshi: un’occasione per ribadire buone pratiche e apprendere comportamenti da adottare per minimizzare il pericolo.

Tenuto da Francesco Dessì, Maestro di 7* dan di Aikido e Istruttore livello avanzato di Antiaggressione Femminile metodo Difesa Donna, il corso si è svolto nel corso della mattina di lunedì 15 dicembre e ha rappresentato un eccellente momento di analisi e di studio delle situazioni potenzialmente pericolose per la sicurezza femminile, in un momento in cui la nostra società - anziché evolvere e progredire nel rapporto tra i sessi - sembra regredire verso modelli di mascolinità tossica e brutale.
Al di là delle raccomandazioni sulle buone norme da seguire - in strada, in automobile o in spazi pubblici ma anche sul lavoro e in casa, il corso ha puntato soprattutto a lavorare sulla consapevolezza delle praticanti: quella rivolta ai movimenti propri e quella relativa al linguaggio del corpo altrui. Al di là dei temi di prevenzione, uno spazio - seguito da un laboratorio pratico - è stato dedicato alle possibile strategie di difesa, sia quella verbale sia quella fisica, offrendo cenni e spunti importanti sui comportamenti da adottare, ricordando sempre che la paura è un alleato a patto di saperla usare per reagire senza farsi sopraffare.

Il gennaio 2026 è alle porte e gli importatori europei di acciaio lo sanno bene. Sì perché dal 1° gennaio 2026 agli obbl...
09/12/2025

Il gennaio 2026 è alle porte e gli importatori europei di acciaio lo sanno bene. Sì perché dal 1° gennaio 2026 agli obblighi burocratici imposti dal Carbon Border Adjustment Mechanism si aggiungeranno quelli finanziari necessari all’acquisto dei certificati CBAM, con un costo calcolato sulla base del prezzo medio delle quote EU ETS.
Se tutto questo vi suona straniero, occorre sapere che il CBAM è in sostanza il meccanismo adottato dall’Unione Europea per affrontare le emissioni di gas serra associate all’importazione di beni dai Paesi extraeuropei. Sostanzialmente una tassa sul carbonio pensata con l’obiettivo di far sì che le materie prime importate rispettino standard ambientali di produzione parificati a quelli già chiesti ai produttori europei.
L’intento, che si colloca all’interno dell’impegno della UE verso la neutralità climatica da raggiungersi per il 2050, è anche quello di permettere una concorrenza leale tra produttori interni ed esterni, disincentivando il fenomeno del carbon leakage: in sostanza il metodo con cui le aziende che spostano la produzione in Paesi dove le regole sono meno severe aggirano le normative ambientali europee, vanificando lo sforzo teso a ridurre le emissioni globali di CO2.
Da gennaio quindi si paga, anche perché il meccanismo prevede la cessazione della cessione gratuita delle quote EU ETS: gli importatori, attraverso una piattaforma gestita dalla Commissione Europea, dovranno acquistare dei certificati per coprire una parte delle emissioni.
Eppure in questo meccanismo, all’apparenza virtuoso, si annidano diverse insidie. Innanzitutto perché l’Europa non è in grado di produrre tutto l’acciaio di cui ha bisogno. Poi perché è enorme lo sforzo di compliance chiesto agli importatori, che dovrebbero ricostruire tutti i processi produttivi dei prodotti che importano sulla base di informazioni complesse da ottenere e da “pesare”, spesso non verificabili se non addirittura manipolabili.
La penalizzazione degli esportatori europei è alle porte, visto che dovranno sottostare a costi che gli altri non hanno. E in agguato c’è anche la possibilità che risulti più conveniente a un certo punto acquistare dai Paesi extraeuropei prodotti finiti - ai quali il CBAM non si applica - piuttosto che produrne internamente.
Le linee di crisi che si possono aprire sono insomma molteplici. L’idea originale - indurre Paesi terzi che non hanno politiche ambientali ad applicare anch’essi nuovi standard più stringenti - rischia di tradursi così in una scommessa azzardata, se non in un boomerang capace di penalizzare l’intero settore.

CHI SPORCA PAGAArthur Cecil Pigou sarebbe contento di noi. Quel signore dal nome apparentemente francese ma nato in real...
18/11/2025

CHI SPORCA PAGA

Arthur Cecil Pigou sarebbe contento di noi. Quel signore dal nome apparentemente francese ma nato in realtà sull’isola di Wight, già negli anni ’30 fu il primo a pensare a imposte sul “male generato” dalle aziende anziché sul bene: fu in sostanza l’ideatore delle ecotasse, imposte destinate a penalizzare i danni causati dall’inquinamento e a produrre comportamenti virtuosi.
Ma grazie ai nostri pannelli solari siamo felici di poter affermare che l’energia che A.L.T.A. Spa produce è oggi maggiore di quella che consumiamo: un risultato eccellente che ci rende orgogliosi. Caro Pigou, non ti dobbiamo nulla, la nostra carbon footprint aziendale, per quanto riguarda il consumo energetico, è negativa.

Tubi misteriosiC’è chi si è lasciato prendere dall’entusiasmo, pensando di dover riscrivere per intero la storia del pro...
04/09/2025

Tubi misteriosi

C’è chi si è lasciato prendere dall’entusiasmo, pensando di dover riscrivere per intero la storia del progresso tecnologico. C’è stato chi vi ha trovato conferma delle sempre affascinanti ipotesi di contatto con culture extra terrestri. E di certo geologi e archeologici hanno avuto un bel daffare.
Perché quei tubi di ferro trovati in Cina vicino al monte Baigong, nella provincia di Qinghai, sono stati un vero grattacapo per molti studiosi. Si trovano all’interno di tre caverne, non distanti da alcuni piccoli laghi, e le analisi hanno mostrato che sono formati per il 92% da metalli, con prevalenza di ferro. Scoperti ufficialmente da un gruppo di paleontologi nel 1998, ma noti ai locali da tempo, i tubi sono stati datati a circa 150 mila anni fa. Ritenere che la metallurgia cinese del tempo (stiamo parlando di un momento in cui l’homo sapiens stava appena imparando a maneggiare il fuoco) fosse in grado di produrre tubi in ferro sarebbe più che un azzardo. Le ipotesi più serie avanzate furono geologiche: formazioni createsi in seguito alla risalita di magma dal terreno. Ma erano supposizioni che non trovavano alcun riscontro.
Poi finalmente la soluzione: degli studiosi americani avevano trovato strutture simili in Louisiana, scoprendo che si trattava di radici di pino alle quali si erano associati nel tempo minerali ferrosi. Grazie ad analisi di spettroscopia atomica condotta sui misteriosi tubi di Baigong si è potuto avere conferma: anche qui era presente della sostanza organica vegetale. I tubi sono quindi quel che resta di tronchi vegetali fossilizzati o di parti di essi.

130 anni di tubi senza saldaturaSi compiono quest’anno i 130 anni dall’invenzione dei fratelli Mannesman, una macchina p...
06/06/2025

130 anni di tubi senza saldatura

Si compiono quest’anno i 130 anni dall’invenzione dei fratelli Mannesman, una macchina perforatrice a due rulli incrociati capace di produrre tubi senza saldatura, ovvero tubi ricavati dal tondo pieno. Una vera rivoluzione invisibile ai più, ma importantissima per l’evoluzione di molte macchine. Contrariamente a quanto si può pensare i tubi saldati sono venuti dopo e, man mano che le due tecniche sono state affinate, le prestazioni dei due diversi tubi sono andate avvicinandosi, anche se si mantengono alcune caratteristiche differenti.
I tubi senza saldatura restano particolarmente indicati per cilindri e accumulatori oleodinamici e per alte pressioni di esercizio (superiori ai 250 bar).
La speciale lavorazione interna dei nostri tubi senza saldatura - le finitura ALTA - garantisce inoltre rispetto agli altri prodotti in commercio una maggiore rettilineità, rotondità e pulizia superficiale rispetto ai metodi tradizionali.
https://altaspa.com/tubi-senza-saldatura/

(nella foto il laminatoio Mannesmann, esposto al Museo della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, foto Wikipedia)

Nel nostro magazzino regna il disordineDa quando nel 2020 abbiamo completamente rifatto il nostro magazzino rendendolo t...
23/05/2025

Nel nostro magazzino regna il disordine

Da quando nel 2020 abbiamo completamente rifatto il nostro magazzino rendendolo totalmente automatizzato nessuno sa più dove sono le cose. Nessuno tranne naturalmente il software che regola il tutto, assegnando la posizione di ogni tubo, e che segue la cosiddetta fuzzy logic, che potremmo tradurre come logica confusa. Il termine sembra un ossimoro e tuttavia funziona perfettamente, producendo quello che si chiama stoccaggio caotico (o dinamico). I tubi, movimentati da un carroponte che li solleva grazie a potentissimi magneti, sono disposti alla rinfusa e non allineati secondo un qualche parametro razionale (come il diametro, ad esempio).
Se la cosa vi suona irreale o assurda, occorre sapere che persino gli enormi magazzini di Amazon, dove si trovano merci di ogni tipo, seguono questa logica con innumerevoli vantaggi: nel nostro caso ottimizzazione dello spazio e della giacenza, evitando che i tubi restino stoccati troppo a lungo, e facilità di accesso, evitando di dover movimentare molti tubi per doverne prendere uno rimasto sepolto.
Voi comunque potete comunque ignorare tutto ciò e cercare i tubi disponibili servendovi della nostra webapp https://www.altapp.it/, che segue una logica ordinaria e rigorosa.

Indirizzo

Via Brescia 6
Tradate
21049

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 12:30
13:30 - 17:30
Martedì 08:30 - 12:30
13:30 - 17:30
Mercoledì 08:30 - 12:30
13:30 - 17:30
Giovedì 08:30 - 12:30
13:30 - 17:30
Venerdì 08:30 - 12:30
13:30 - 17:30

Telefono

+390331854011

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