25/10/2026
Il 9 agosto 1992, una nave italiana arrivò in Inghilterra dopo aver attraversato l'Atlantico a quasi 100 chilometri all'ora, senza fermarsi per fare rifornimento.
Si chiamava Destriero. E il suo record resiste ancora oggi.
Per capire quanto fosse straordinaria questa impresa, bisogna tornare all'inizio degli anni Novanta, quando l'idea di attraversare l'oceano a quella velocità sembrava quasi una sfida contro le leggi della navigazione.
Il progetto era sostenuto da Karim Aga Khan IV, grande appassionato di nautica e presidente dello Yacht Club Costa Smeralda. La costruzione fu affidata a Fincantieri, con il coinvolgimento dei cantieri di Muggiano, a La Spezia, e Riva Trigoso, in Liguria.
Il risultato fu un'imbarcazione fuori dal comune.
Il Destriero era lungo 67 metri, aveva uno scafo in lega leggera di alluminio e disponeva di una potenza complessiva di circa 60.000 cavalli.
Non era un normale yacht di lusso. Era una macchina progettata per affrontare l'oceano e stabilire un primato.
Il 6 agosto 1992 lasciò Ambrose Light, al largo di New York. Davanti aveva oltre 3.100 miglia nautiche di Atlantico, fino al faro di Bishop Rock, nelle isole Scilly, a sud-ovest della Cornovaglia.
Non poteva contare su soste per il rifornimento. Doveva completare la traversata con il carburante imbarcato alla partenza.
Tre giorni dopo, all'alba del 9 agosto, arrivò a destinazione.
Il cronometro segnava 58 ore, 34 minuti e 50 secondi.
La velocità media era stata di 53,09 nodi: circa 98,3 chilometri all'ora.
Provate a immaginare cosa significhi mantenere quel ritmo per più di due giorni, in mare aperto, mentre l'orizzonte continua a essere soltanto acqua e cielo.
Il Destriero aveva battuto il precedente primato, appartenuto al catamarano britannico Hoverspeed Great Britain, con un vantaggio enorme: circa 21 ore rispetto al tempo precedente.
E non fu soltanto una questione di velocità.
La traversata dimostrò cosa poteva ottenere l'ingegneria navale italiana quando progettazione, materiali, potenza e competenze lavoravano insieme per un obiettivo preciso.
Il 5 settembre 1992 arrivarono anche il Virgin Atlantic Trophy e il Columbus Atlantic Trophy, riconoscimenti legati alle prestazioni della nave nelle traversate atlantiche.
Il Destriero entrò così nella storia della navigazione.
Eppure, fuori dagli ambienti della nautica e dell'ingegneria navale, il suo nome è molto meno conosciuto di quello di tante imbarcazioni diventate celebri per motivi completamente diversi.
Forse è questo il dettaglio più sorprendente.
Una nave costruita in Italia ha attraversato l'Atlantico in meno di 59 ore, senza rifornimenti, e il suo primato continua a resistere dopo oltre tre decenni.
Non è una leggenda marinaresca. È una pagina concreta della storia industriale italiana.
E mentre il mondo ricorda spesso le grandi imprese tecnologiche straniere, questa storia ci ricorda che anche nei nostri cantieri è stata costruita una macchina capace di lasciare il segno sull'oceano.
Un record italiano.
Un oceano attraversato in meno di 59 ore.
E dopo 34 anni, nessuno è ancora riuscito a fare meglio.
In breve:
— Il Destriero percorse 3.106 miglia nautiche tra New York e le isole Scilly in 58 ore, 34 minuti e 50 secondi.
— Il monoscafo, lungo 67 metri e dotato di 60.000 cavalli, completò la traversata senza rifornimenti intermedi.
— Il record stabilito nell'agosto 1992 è ancora imbattuto.