14/02/2026
E’ sceso di casa alle quattro di notte perché due ladri avevano scassinato il suo furgone dei panini, che è parcheggiato in piazza Derna, e stavano rubando all’interno. Due, le colluttazioni avvenute con i balordi, la seconda più grave perché uno dei due malviventi è finito all’ospedale San Giovanni Bosco, con un coltello conficcato nella tempia e ne avrà per tre mesi. Antonello Mancino, 39enne paninaro, è in galera, arrestato dai carabinieri del Nucleo radiomobile per tentato omicidio. Ma dietro all’aggressione c’è un giallo, il coltello appunto. «Quando sono sceso di casa ero disarmato, non avevo coltelli con me», ha detto ieri Mancino, difeso dall’avvocato Enrico Buratti, durante l’udienza davanti al gip. Giudice che si è riservato la decisione e solo oggi si saprà se il paninaro dovrà restare in carcere.
Dunque, se l’ambulante accoltellatore ha affermato di non essere sceso di casa con il coltello, dove si trovava l’arma che è stata conficcata nella tempia di uno dei due ladri? E’ probabile che l’oggetto contundente fosse all’interno del furgone, dentro il cassetto. Secondo le prime ricostruzioni, Mancino avrebbe preso una scopa dal furgone e avrebbe percosso uno dei due ladri, facendolo fuggire. Successivamente, sarebbe arrivato il secondo malvivente. Durante la colluttazione, Mancino si è ferito alla mano destra, mentre il ladro, 42 anni, con precedenti alle spalle così come il suo complice, si è preso la coltellata in testa. «Non volevo ucciderlo, anzi temevo per la mia vita perché negli ultimi due anni ho subìto decine di furti, io e la mia compagna abbiamo paura», ha detto il paninaro, che ha precedenti alle spalle ma non legati alle armi o a violenze contro le persone.
Notizia in aggiornamento su TorinoCronaca.it