Archiplan srl

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Via Tevere: quando il cantiere cambia scalaNel cantiere di via Tevere, le lavorazioni interne sono arrivate alla fase de...
15/06/2026

Via Tevere: quando il cantiere cambia scala

Nel cantiere di via Tevere, le lavorazioni interne sono arrivate alla fase delle finiture.
Dopo le opere più invasive e le predisposizioni principali, il lavoro si concentra ora su una scala diversa: non più solo demolizioni, tracciamenti o impianti, ma allineamenti, raccordi, fughe, tagli, quote e integrazione tra elementi tecnici e superfici finite.

Le immagini mostrano ambienti in cui i rivestimenti sono già posati, ma dove il risultato finale deve ancora essere completato e verificato.

È una fase in cui ogni imprecisione diventa visibile.
Una fuga fuori asse, un taglio non coerente, una predisposizione non correttamente integrata, un raccordo risolto male tra pavimento e parete possono compromettere la qualità complessiva dello spazio, anche quando il materiale scelto è corretto.

Per questo la finitura non è soltanto l’ultima parte del lavoro.
È il momento in cui tutte le scelte precedenti vengono portate a misura.

Prima del risultato, c’è anche questo: il controllo minuto di ciò che resterà sotto gli occhi ogni giorno.



Prima del risultato: fondazioni e cerchiature in via della Pineta 3, OstiaNel cantiere di Ostia, in via della Pineta 3, ...
07/06/2026

Prima del risultato: fondazioni e cerchiature in via della Pineta 3, Ostia

Nel cantiere di Ostia, in via della Pineta 3, Archiplan sta intervenendo su due aspetti strutturali fondamentali dell’edificio: le fondazioni e le cerchiature delle finestre.

Le immagini documentano una fase iniziale ma decisiva: lo scavo lungo il perimetro, la predisposizione delle casserature, la posa delle armature metalliche e la preparazione degli elementi che saranno poi integrati nella struttura esistente.

Sono lavorazioni che, una volta concluse, resteranno in gran parte nascoste. Eppure è proprio da qui che dipende la qualità dell’intervento.

Lavorare sulle fondazioni significa intervenire sul rapporto tra edificio e terreno, migliorando le condizioni di appoggio, continuità e stabilità. Le cerchiature delle finestre, invece, permettono di rinforzare le aperture e contribuire a una migliore risposta strutturale dell’edificio.

In questi passaggi il cantiere non produce ancora un’immagine definitiva, ma costruisce le condizioni perché il risultato finale sia solido, coerente e duraturo.

Prima del risultato, c’è ciò che lo sostiene.



Prima del risultato: quello che il cantiere rivela.Le prime lavorazioni nel cantiere di Fiuminata sono iniziate con la d...
28/05/2026

Prima del risultato: quello che il cantiere rivela.

Le prime lavorazioni nel cantiere di Fiuminata sono iniziate con la demolizione di pavimenti, massetti e intonaci.

È una fase preliminare solo in apparenza. In realtà, quando si interviene sull’esistente, rimuovere gli strati più recenti significa spesso riportare alla luce condizioni costruttive che non erano completamente leggibili prima dell’apertura del cantiere.

In questo caso, durante la scopertura delle murature, sono emerse diverse aperture nei vani portanti, chiuse in passato con semplici tavelline utilizzate come tamponamento.

Una situazione che ha richiesto una valutazione immediata della sequenza dei lavori: prima di procedere con altre lavorazioni, si è scelto di intervenire sulla chiusura di questi vuoti, così da restituire continuità e maggiore consistenza alle murature portanti, dello spessore di circa 60 cm.

È in passaggi come questo che il cantiere diventa luogo di verifica: non solo esecuzione di un programma già definito, ma lettura progressiva delle condizioni reali e adattamento responsabile delle scelte operative.

Prima del risultato, c’è il modo in cui ci si arriva.



Sull’esistente, il lavoro non comincia sempre nel momento in cui si costruisce.A volte comincia prima: quando si osserva...
21/05/2026

Sull’esistente, il lavoro non comincia sempre nel momento in cui si costruisce.

A volte comincia prima: quando si osserva con più precisione, quando si rimuove per capire, quando si riconosce che un edificio non è solo ciò che mostra in superficie.

Anche questo fa parte del progetto.
Anche questo orienta le decisioni.


Ci sono lavori che cominciano togliendo.Nel cantiere di Fiuminata, la rimozione degli intonaci dei paramenti murari e de...
12/05/2026

Ci sono lavori che cominciano togliendo.

Nel cantiere di Fiuminata, la rimozione degli intonaci dei paramenti murari e dei soffitti, la scoperta dei travetti in calcestruzzo e la demolizione dei pavimenti con i relativi massetti di sottofondo non sono una fase accessoria del lavoro.

Sono il momento in cui l’edificio comincia a mostrarsi per quello che è.

L’intervento, affidato ad Archiplan a seguito della gara svolta nell’estate del 2025, trova anche in questi passaggi una parte essenziale del proprio percorso.

Prima di intervenire, infatti, bisogna capire bene che cosa c’è davvero: come è fatto, dove si leggono le trasformazioni avvenute nel tempo, quali parti chiedono attenzione, quali decisioni potranno essere prese con maggiore precisione.

Anche da qui passa il lavoro sull’esistente: dalla capacità di leggere, prima ancora che di aggiungere.


29/04/2026
Nei prossimi mesi Archiplan sarà impegnata nei lavori di messa in sicurezza sismica e completo restauro del Campanile de...
29/04/2026

Nei prossimi mesi Archiplan sarà impegnata nei lavori di messa in sicurezza sismica e completo restauro del Campanile della Cattedrale di Santa Maria Assunta di Frosinone, per i quali si è aggiudicata la relativa gara d’appalto.

Un campanile non è soltanto un elemento architettonico. È una presenza che appartiene al profilo della città, alla sua memoria costruita, al modo in cui quello spazio continua a essere riconosciuto nel tempo.

Per questo, prima ancora del cantiere, viene la responsabilità di capire bene ciò che si ha davanti.



Nel nostro lavoro ci sono cose che si vedono solo se ci si avvicina davvero.Una superficie che cambia.Un dettaglio che r...
21/04/2026

Nel nostro lavoro ci sono cose che si vedono solo se ci si avvicina davvero.

Una superficie che cambia.
Un dettaglio che riaffiora.
Un punto in cui la materia racconta qualcosa che prima non si vedeva.

Per questo abbiamo iniziato a raccontare anche su Instagram una parte del nostro lavoro che qui resta più sullo sfondo: i passaggi, le verifiche, i dettagli, tutto ciò che precede una scelta.

Non soltanto il “dopo”.
Anche il momento in cui si capisce che cosa c’è davvero.

Se vi va, su Instagram ci trovate qui:

Ogni scelta conta.

Materiale Vivo _ Edificio in Via Pacini, Roma.Progetto di restauro della facciata.Qui la luce non è un effetto speciale....
29/03/2026

Materiale Vivo _ Edificio in Via Pacini, Roma.
Progetto di restauro della facciata.

Qui la luce non è un effetto speciale.
È uno strumento di verifica.

Serve a far leggere le cornici, le fasce marcapiano, gli aggetti.
A rendere evidente la profondità delle modanature.
A misurare la precisione degli spigoli.

E poi c’è il colore.
Non come scelta estetica isolata, ma come risposta alla luce.
L’intonaco chiaro riflette e amplifica.
Il legno del portone assorbe e restituisce calore.
Le ombre completano il progetto quanto le superfici.

Un intervento contemporaneo su una facciata storica può scegliere due strade:
uniformare tutto o lasciare parlare le differenze.
È stata scelta la seconda.

Materiale Vivo è rispetto della materia e della sua reazione alla luce.
Non è nostalgia. È responsabilità.

Foto: Antonio Visceglia Videomaker

  _  Anfiteatro Campano – Leggere il tempo, non cancellarloSiamo a Santa Maria Capua Vetere, in Campania.Qui c’è un anfi...
23/07/2025

_ Anfiteatro Campano – Leggere il tempo, non cancellarlo

Siamo a Santa Maria Capua Vetere, in Campania.
Qui c’è un anfiteatro che forse non tutti conoscono, ma che merita di essere raccontato: è il secondo più grande dopo il Colosseo, e probabilmente anche il più antico.
Fu costruito tra la fine del I e l’inizio del II secolo d.C., e nel tempo è stato tutto: arena romana, cava di materiali, fortezza longobarda, rudere, rovina, e oggi sito archeologico.

Il suo restauro più recente, avviato nel 2019 e concluso da poco, è stato finanziato dal Ministero della Cultura con l’obiettivo di restituirlo alla fruizione senza forzature.

È stato fatto un lavoro di consolidamento leggero, con l’uso del laterizio per integrare le parti mancanti senza confonderle con le originali. Sono stati riaperti i percorsi nei sotterranei, inseriti passaggi e rampe reversibili, pensati anche per le persone con disabilità.

Il risultato è un luogo che non finge di essere com’era, ma che si lascia leggere per com’è diventato: stratificato, imperfetto, affascinante proprio per questo.

Ecco, a noi di Archiplan questa idea di restauro somiglia molto:
non riportare indietro nel tempo, ma dare continuità a una storia.
Intervenire con attenzione, senza riscrivere.
Capire cosa tenere, cosa mostrare, cosa lasciare parlare.



Indirizzo

Via Ugo Ojetti 16
Rome
00137

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

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