10/05/2022
Il senso di una relazione... Lo sai quale è? Oppure ti è più facile vivere ciò che non è una relazione?
Non credo ti piacerà rileggerti in queste parole, perciò fermati qui e cerca altrove un modo più a te risonante per avere ragione e goderti in essa.
Il senso della relazione ha nulla a che fare con gli altri, ma direttamente proporzionale a quanto Ti ami, ti credi, ti rispetti e ti segui per il tuo massimo bene.
Ma sappi ancora che, quando io scrivo, io parlo a Marco. O meglio lo ascolto, lo leggo dentro e poi lo lascio libero di esprimere il suo, cioè il mio oppure il nostro sentire.
Tutto ha inizio da qui. Da dove? Dal momento in cui
hai decido di rinunciare ad esprimere e sperimentare la compassione verso Te stesso, soprattutto perché da bambino non sei stato guidato/educato a trascendere l'egoismo in amor proprio facendolo invece (o purtroppo!) diventare quel tuo atteggiamento preferito chiamato altruismo e tutt'altro che amorevole.
Se non hai sperimentato l'amor proprio senza viverlo quindi senza allevarlo, senza nutrirlo e senza continuare ad accrescerlo Tu sei un disperato mendicante bisognoso travestito goffamente da salvatore capace di tendere la mano verso qualcuno per fargli indossare la responsabilità del tuo esistere, del tuo essere felice e peggio ancora del poter sentirti amato.
Eppure siamo capaci di travestirci così bene: siamo diventati credibili e affidabili quanto affascinanti, capaci di sedurre ciò di condurre al nostro cospetto chiunque potesse/possa farci da ricarica o da batteria.
Non ti piace questa descrizione? Non ti risuona o non ti ci ritrovi? Allora ti ricordo una cosa: "Ama il prossimo tuo come Te stesso!" Che significato consapevole ha per Te? Come lo metti in atto l'amore per Te stesso, cioè l'amor proprio?
Bene. Ti sei mai scelta/o? Ti sei mai amata/o e soprattutto lo hai fatto per tanto tempo? E stai continuando a farlo? Se non sei il primo o la prima del tuo esistere e del tuo presente? Ti riconosci come un Dono che arricchisce prima Te stesso e poi il mondo intero? Oppure ti risulta più facile il sentirti in colpa e il pretendere?
Quanto credi in Te stessa/o? Quanto vuoi e puoi fidarti di Te e a Te affidarti senza condizioni? Ti senti in grado di farlo, di volerlo fare, cioè di prenderti cura di Te? Perché se la risposta è si allora puoi prepararti all'incontro sano con il prossimo. Se non è così allora è bene che tu inizi ad investire su di Te, cioè a cominciare a dare attenzione e ascolto e poi cura a Te stessa/a altrimenti da incasinata/o ucciderai prima le tue speranze e poi persino i sogni di chi avrai accanto.
Scegliti. E poi prenditene cura di Te stessa/o ma non solo per un po', perché il per sempre vive solo dentro di Te e agire in coerenza del tuo essere Amore, nell'agire dal cuore sia per la tua vita più talentuosa sia per la tua evoluzione.
Ringrazierò per tutta questa vita e oltre Fabio Paolo Marchesi per questo suo scritto magico e magnifico nifico preso dal suo libro "Amati!" :
《...Coloro che non riescono ad Amare sè stessi sono come neonati molto “sviluppati”
che vagano con il loro “cordone ombelicale” in mano alla ricerca di qualcuno a cui “riattaccarlo”,
a cui dare la responsabilità della propria Felicità.
Vivono in un costante stato di insoddisfazione, di bisogno di conferme ...
Coloro che Amano sé stessi hanno saputo “attaccare” il loro “cordone ombelicale” . La loro Felicità dipende primariamente da loro stessi,
Vivono costantemente nell’Amore e scelgono con chi condividere la propria Gioia per ambire all'Assoluto...》
Siamo Gioia Divina che arricchisce di assoluto l'universo. Rendiamocene conto e poi godiamocela fino in fondo, finalmente, questa nostra Esistenza.
E ammettiamolo: i nostri genitori avranno pur fatto il loro peggio, ma è il nostro meglio fino ad oggi ad essere il più sacrosanto dei protagonisti.
Grazie
- Marco Merlo