Jumbo Screen T.M.

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01/04/2026
16/01/2026

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Palermo, Circonvallazione, ore 17:48. TUTTO A POSTO! Cit. Tony Sperandeo 😂
31/10/2025

Palermo, Circonvallazione, ore 17:48. TUTTO A POSTO! Cit. Tony Sperandeo 😂

«Tra dieci giorni, se non hai niente in contrario, potremmo andare a Palermo» le disse. «Preferisco Ginevra» rispose lei...
25/10/2025

«Tra dieci giorni, se non hai niente in contrario, potremmo andare a Palermo» le disse. «Preferisco Ginevra» rispose lei. Stava in piedi davanti al cavalletto ed esaminava una tela iniziata. «Come puoi vivere senza conoscere Palermo?».✨
(Milan Kundera)

Palermo, dove la storia incontra la cultura vibrante ad ogni curva.
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Toni Macaluso ✅Jumbo Screen ✅Jumbo Screen T.M. ✅
25/10/2025

Toni Macaluso ✅
Jumbo Screen ✅
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Io me lo ricordo, quando c'era il Johnnie Walker. Sì, lo so che c'è ancora (non lo dite a me), ma quel Johnnie Walker lì...
25/10/2025

Io me lo ricordo, quando c'era il Johnnie Walker.
Sì, lo so che c'è ancora (non lo dite a me), ma quel Johnnie Walker lì...

Era l'avamposto di ristoro che scorgevi dall'autostrada come l'ultima sosta o la prima fermata.

Era l'oasi benedetta nel lungo deserto di pece e guardrail tra Trapani e Palermo, passaggio obbligato per pellegrini in canotta e viandanti su camion cingolanti; e per ogni supplice del caffè, come viatico d'un viaggio musicato dalla TDK 120 minuti ... che ci mettevamo di tutto.

Era una finestra, sempre aperta, su un'epoca che Renato Zero definirebbe i migliori anni della nostra vita... e forse non aveva tutti i torti.

Era luogo di parole e d'incontri, di sciarre e appuntamenti, di domeniche al mare e sabati notte al Movida, d'inverni noiosi e primavere speranzose al gusto ricottoso delle cassate,
preludio dell'ennesima estate esplosiva... che neanche cominciava e già "sta finendo".

L'estate dei cornetti caldi da portare al villino, delle brioche "con panna o senza?", dei tronchetti gelato e delle chiavi di san Pietro, dei pezzi di rosticceria da guardare dritti in faccia e poi addentare con voracità.

L'estate dell'Italia sempre al mondiale o all'Europeo e dei Giochi senza frontiere. Dei Festival bar e dei rullini da portare al fotografo. Del gel tra i capelli e i Rayban attipo Top Gun.

Quel Johnnie Walker lì non era un bar e basta; era "una rotonda sul mare" (e sull'autostrada), era un tripudio di automobili selvagge e vite spensierate.
Un andirivieni continuo di bambini col calippo e masculazzi con la birretta in mano, di femmine in infradito e signoroni spaesati alla ricerca del villino a cui bussare coi piedi.

Era il Gionni Wokki, il bar più storpiato della storia, il più conosciuto. Arrivavano da tutte le parti, senza bisogno di tom tom e googlemappe ... dal Gionni Wakki ci passavi o c'impinciavi, non c'era "remissione di peccati" (sic!). "Ci vediamo al Johnnie Walker" non era solo un appuntamento, ma il ritornello delle estati ruggenti e d'un mare d'inverno sempre affascinante.

Era l'epoca del Johnnie Walker... quello là.

Era quando se chiamavi "pizzotto" il calzone o (udite, udite) "bombolone" la iris fritta, il banconista ti rideva in faccia o si metteva a piangere per disperazione.

Era quando "la ragazzina bellina col suo naso garbato gli occhiali e con la vocina" s'avvicinava alla cassa per chiedere chi erano i Beatles e due gettoni per la cabina telefonica.

Era quando la carta da mille lire erano piccioli, ci compravi un cornetto e un caffè e magari ti rimaneva qualcosa per la caramella "sfusa" .

Era quando a Luglio, col bene che ci volevamo, i negozi cominciavano le mezze giornate e poi 15 giorni di ferie.

Era quando in due sul vespino sapeva di tostezza e spensieratezza: quanti ne ho visti, tirarlo sul cavalletto, quel vespino, ed entrare al bar ... una Lucky Strike all'orecchio, un Angelo Azzurro tra le mani e parevano i cugini poveri di Fonzie. O "i figghi i Sue Ellen", per il vecchietto che li mal sopportava almeno quanto il governo ladro.

Era quando si smaniava di ascoltare quella canzone o s'imprecava per l'ennesima volta che il jukebox la mandava.

Era quando non c'erano i social, ma si socializzava lo stesso, magari da un balcone all'altro o sotto l'ombrellone (mentre quelle camurrie di mariti giocavano a carte o leggevano il L'ora per sapere "a chi hanno ammazzato oggi?").
Non c'era whatsapp, ma ci si messaggiava lo stesso, con una strizzatina d'occhio o con un bigliettino nel paniere che calava giù dai balconi di prima. E non c'erano le emoticon, ma i cuori si mandavano lo stesso, magari disegnati sulla torta di compleanno o affidati a un Bacio Perugina; e non erano rossi, fucsia, azzurri, gialli, marroni ... erano cuori e palpitavano d'immaginazione, altroché se palpitavano!

Era quando l'immancabile "fuori zona" si fermava alla Rotonda per chiedere indicazioni e, di riffa o di raffa, si arrivava sempre a destinazione, perché bastava aver lingua per attraversare il mare.

Era quando Ferragosto era riustu e capo d'inverno, mica il capodanno d'estate. Era quando ... ma quale Natale al ristorante! Tutti dalla nonna, che cucinava per un esercito e non si confondeva mai.

Era quando le risse sì che c'erano, ma non finivano a pistolettate, perché le uniche armi che si brandivano erano, al massimo, i Dottor Sholl.
Era quando gli scanazzati sì che c'erano, ma non avevano ste barbazze lunghe e non avevano sti sguardi pieni di disagio.

Io me lo ricordo, quando c'era quel Johnnie Walker là e Carini era l'Alghero del popolino, che cantava Popcorn e patatine e mangiava una volta al giorno ... tutt'a innata!

E mi ricordo quando Qualcuno o qualcosa decise di "sigillarci il cuore" e mettere i sigilli a un bar, a una storia, a un Paese che cambiava. Non so se in meglio, proprio non lo so.

Dio, che giorni! ❤️

Cit. E.Dalí

24/09/2025

Aggiorna i contenuti in REAL TIME...
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Toni Macaluso ✅
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16/08/2025

Addio Pippo...Ricordiamolo così insieme a un altro grandissimo compianto siciliano, Franco Franchi. ❤️❤️

_Alla sua famiglia e a quanti lo hanno amato va il nostro cordoglio più sincero._ 🌷

SAPEVATE CHE...?🔎 È vero che la lingua italiana nasce in Sicilia?Sì, è storicamente vero che la Scuola Poetica Siciliana...
01/08/2025

SAPEVATE CHE...?
🔎 È vero che la lingua italiana nasce in Sicilia?

Sì, è storicamente vero che la Scuola Poetica Siciliana fu il primo movimento letterario a usare un volgare italiano come lingua scritta e artistica, anticipando di circa mezzo secolo i toscani. Anche Dante, nel De Vulgari Eloquentia, lo afferma chiaramente.

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✨ Palermo, culla nascosta della lingua italiana ✨

📍 Introduzione
Quando pensiamo alla nascita dell’italiano, ci viene in mente Dante a Firenze. Eppure, la vera scintilla del nostro volgare si accese a Palermo, nella corte di Federico II, tra il 1230 e il 1250.

Lì nacque la Scuola Poetica Siciliana, il primo gruppo di poeti che trasformò il dialetto in lingua letteraria.

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📜 La rivoluzione linguistica del Sud

Federico II, imperatore colto e visionario, creò una corte multiculturale, dove si parlavano latino, greco, arabo, francese e siciliano. Proprio da questo crocevia di culture nacque una lingua nuova, mediterranea, colta e popolare insieme.

I poeti siciliani, come Giacomo da Lentini (a cui si attribuisce persino l’invenzione del sonetto), usarono un volgare siculo per esprimere amore, onore e desiderio, con parole come amuri, onuri, curaggiu.

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📚 Dante lo conferma

Nel suo trattato De Vulgari Eloquentia, Dante Alighieri scrive:

> 🖋️ “Il più illustre volgare d’Italia si trovava nella corte del re di Sicilia.”

Un omaggio diretto alla scuola poetica di Federico II, che pose le basi dell’italiano letterario prima ancora dei toscani.

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🧠 Curiosità

I testi della Scuola Siciliana furono poi “tradotti” in toscano per la loro diffusione.

Su oltre 300 poesie, molte andarono perdute, ma le rimanenti mostrano una lingua ricca, elegante e innovativa.

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📌 Conclusione

La lingua italiana non nasce nei salotti fiorentini, ma tra i castelli e le piazze di Palermo, grazie a una cultura mista e aperta, che sapeva accogliere e reinventare.

📍 La Sicilia non fu solo un’isola, ma un faro linguistico e culturale per tutta l’Italia.

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Indirizzo

Via UDITORE 2/E
Palermo
90135

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