18/11/2025
DINANZI ALL’ASSENZA
✒️ Dr. Carlo D’Angelo – Voce delle Soglie
Ci sono persone che, nella nostra vita, sono semplicemente assenti.
Non serve chiedersi perché, non serve inseguire spiegazioni:
sono assenti, e basta.
E non possiamo farci nulla.
Ma soprattutto — ed è la parte più difficile da accettare —
non dobbiamo farci nulla.
Chi c’è, c’è.
Chi non c’è, è assente.
Non per colpa nostra, non per mancanza di valore,
non perché non abbiamo fatto abbastanza.
Semplicemente perché quell’assenza appartiene all’altro,
non a noi.
L’errore più doloroso è credere di poter colmare un vuoto
che non dipende da noi,
di tenere insieme un legame che esiste solo a metà,
di dare vita, da soli, a un rapporto che richiede due presenze,
non una sola volontà.
Nemmeno i legami familiari fanno eccezione.
Nascere dentro uno stesso albero genealogico
non garantisce affetto, cura o qualità relazionale.
Si può condividere il sangue
e non condividere la presenza.
Si può avere un cognome in comune
e non avere un’appartenenza emotiva.
Perché il cuore non obbedisce ai doveri:
risponde alla verità.
In amore e negli affetti non esistono diritti che tengano.
Si può invocare la logica, la morale, la “famiglia”,
ma nulla di tutto questo obbliga qualcuno a esserci.
I diritti scadono dinanzi all’assenza.
E ogni volta che proviamo ad affermarli,
ci ritroviamo davanti a una porta chiusa
che continua a non aprirsi.
La presenza è una scelta,
non un dovere.
L’assenza, anche quando fa male,
è un confine che va rispettato.
E allora il compito non è trattenere chi non c’è,
né trasformare la nostra vita in un appello costante
di chi dovrebbe ma non arriva mai.
Il compito è riconoscere chi sceglie di esserci davvero:
chi resta, chi ascolta, chi vede,
chi non si sottrae.
Perché la vita non si costruisce
con chi è assente,
ma con chi è presente.
Tutto il resto
è soltanto un’eco lontana
che non può più guidare il nostro cammino.
✒️ Dr. Carlo D’Angelo – Voce delle Soglie