29/11/2023
Al piano terra di Fine Hall, l’edificio che ospita il dipartimento di matematica dell’Università di Princeton, era presente un piccolo auditorium che era arredato con comode sedie da teatro e al cui c’entro era presente un piccolo palco con una lavagna. Il posto era in grado di ospitare circa 200 persone.
Howard Eves, matematico specializzato in geometria differenziale, stava studiando analisi tensoriale, in quegli anni molto popolare in Europa ma ancora poco in America. Dato che a Princeton era appena arrivato Albert Einstein, e visto che il suo lavoro sulla Relatività sfruttava l’analisi tensoriale, Eves gli chiese se volesse tenere una conferenza su questo argomento.
Einstein accettò dicendo: “Se pensi che possa interessare gli ascoltatori, sono disposto a provarci.” Fu così che un piccolo foglio con su scritto l’argomento, l’ora e il relatore venne affisso sulla bacheca all’ingresso del dipartimento. Il giorno della conferenza, Eves andò a prendere Einstein e lo accompagnò a Fine Hall. Una distesa di auto aveva completamente ricoperto il campus, molte delle quali erano state persino parcheggiata sui prati dell’Università. È lo stesso Eves che racconta che una scena del genera si vedeva solo in occasione di qualche grande evento sportivo:
“Man mano che ci avvicinavamo a Fine Hall, la folla diventava sempre più f***a e all’interno dell’edificio c’era una massa di persone che cercava di entrare nel piccolo auditorium. A quanto pare, la notizia della conferenza si era diffusa anche tra gli abitati di Princeton e molte persone volevano sentirlo. Con grande sforzo, io ed Einstein riuscimmo a farci strada attraverso la folla fino ai due posti, al centro della prima fila, che avevo riservato per noi. Mentre eravamo seduto, Einstein, scrutando la folla, mi disse: Signor Eves, non avevo capito che in America ci fosse così tanto interesse per l’analisi tensoriale.”
In foto Albert Einstein in compagnia di due studenti nel campus dell'Università di Princeton. Credits photo: Leo Baeck Institute.