19/05/2026
«Un’azienda non cresce quando evita le tensioni. Cresce quando impara a trasformarle in direzione.»
Edoardo Cividini - CEO Bi&Ci
In Bi&Ci le decisioni non nascono mai da una sola persona. «Ci confrontiamo molto, a volte ci scontriamo anche. Ma è normale quando tieni davvero a quello che stai costruendo.» Edoardo, in Bi&Ci tiene insieme sostenibilità, visione ed equilibrio.
«La decisione diventa davvero mia quando entra in gioco la responsabilità finanziaria. Non solo capire se un’operazione funziona oggi, ma se può reggere nel tempo. Quando Matteo mi dice “quel cliente lo voglio”, io devo fidarmi. Ma devo anche capire se l’azienda può sostenere quella scelta nel lungo periodo.»
Negli anni Bi&Ci ha imparato che non basta prendere decisioni corrette. Conta il momento in cui vengono prese. «Anche una visione giusta, nel timing sbagliato, può creare più problemi che benefici.» Alcuni cambiamenti erano chiari già anni prima. Ma forzarli avrebbe danneggiato l’equilibrio interno. «A volte la scelta migliore è aspettare che le persone e l’azienda siano davvero pronte.»
Il vero cambio di passo arriva nel 2012, con il passaggio generazionale. «Eravamo un’azienda che aveva bisogno di ritrovarsi prima di poter ripartire davvero.» Da lì inizia la trasformazione: nuova organizzazione, nuovi ruoli, nuove persone, una struttura più chiara. «Abbiamo capito che dovevamo continuare a metterci in discussione. Demolire alcune cose per ricostruirle meglio.»
Poi arriva il Covid. E qualcosa cambia anche sul piano personale. «Mio padre, prima di salire sull’ambulanza, disse: “Mi raccomando, io ho 60 dipendenti”.» In quel momento Edoardo capisce che un’azienda non è fatta solo di numeri o risultati. «C’è una responsabilità verso le persone che va oltre il lavoro.» Quando torna in azienda, qualcosa è cambiato. «Ho sentito una forza diversa. Come se dovessi portare avanti non solo un’impresa, ma un modo di stare dentro all’impresa.»
Oggi Bi&Ci è molto diversa rispetto a dieci anni fa. I ruoli sono più chiari, le competenze più definite, le decisioni più consapevoli. «Prima c’erano sovrapposizioni. Oggi sappiamo chi deve decidere cosa. E questo semplifica tutto.»
Ma il principio resta lo stesso: comunicazione. «La qualità della comunicazione incide direttamente sulla qualità dell’azienda.» Per questo il confronto è continuo. «Si vince e si perde insieme. Bisogna remare dalla stessa parte.»
E alla fine tutto torna lì: «Credo in un’azienda fatta di ascolto, comunicazione ed equilibrio. Perché sono le persone a dare valore a ogni percorso.»