10/09/2026
"Gli uomini guardano le donne, le donne osservano se stesse essere guardate."
È con questa frase di John Berger che sta sera si è aperto FREEVOLA – confessione sull'insostenibile bisogno di ammirazione, uno stupendo spettacolo teatrale di e con Lucia Raffaella Mariani, ospitato nella nostra sede.
Avevamo immaginato questa serata sul prato, distesi. Il meteo ha deciso diversamente e ci ha raccolti tutti sotto il padiglione intitolato a Giorgio Stocco: più vicini, forse anche meglio così.
In scena, una donna che si presenta a un concorso, ha un'ora di tempo per farsi amare dal pubblico che può giudicarla con un pollice su, un pollice giù, una rosa lanciata sul palco. Da lì nasce una confessione tragicomica, frammentata, poetica sul dovere di piacere. Sulla voce interiore che sorveglia e sussurra: sii bella, sii simpatica, occupa poco spazio, sorridi. Su quel conflitto costante che il corpo normalizza fino a renderlo invisibile.
Perché abbiamo sentito il bisogno di ospitare in azienda questo spettacolo?
Perché la parità di genere non si esaurisce in procedure e indicatori. Nel percorso di certificazione UNI/PdR 125 intrapreso dal Gruppo DE abbiamo scelto di affiancare agli strumenti formali momenti che parlano un'altra lingua: quella dell'ascolto e del riconoscersi.
É la seconda tappa di un percorso di sensibilizzazione che ad aprile ci aveva visti in ascolto della preziosa testimonianza di Patrizia Marcuzzo del Centro Antiviolenza del Comune di Venezia.
Sta sera invece ringraziamo che ha scelto di portare qui, tra noi, un lavoro che di solito vive nei teatri. E grazie a chi c'era, colleghe e colleghi, famiglie e persone vicine al nostro mondo lavorativo: la qualità dell'ascolto di sta sera dice molto sul valore di questa esperienza.