30/04/2026
Biennale Tecnologia Torino 2026: le cupole geodetiche ridefiniscono lo spazio dell’innovazione
La Biennale Tecnologia di Torino torna a trasformare la città in un laboratorio a cielo aperto. E quest’anno lo fa con un simbolo architettonico forte: le cupole geodetiche.
Tecnologia abitabile, sostenibile, condivisa
In Piazza Castello e al Politecnico, le cupole Tecnodome sono diventate padiglioni temporanei per talk, installazioni immersive e workshop. Strutture leggere, modulari, montate in poche ore senza fondamenta invasive. Una risposta concreta al tema di questa edizione: “Tecnologia per l’uomo e per il pianeta”.
Perché le cupole geodetiche?
1. Efficienza strutturale: massima resistenza con il minimo materiale. La forma geodetica distribuisce i carichi in modo ottimale, ideale per eventi temporanei ma sicuri.
2. Sostenibilità: materiali riciclabili, basso impatto sul suolo, riutilizzo al 100% per gli eventi futuri.
3. Esperienza immersiva: l’interno senza pilastri e la copertura trasparente creano uno spazio continuo. Perfetto per proiezioni a 360°, realtà virtuale e dibattiti dove pubblico e relatori sono sullo stesso piano.
4. Icona visiva: di giorno riflettono il cielo di Torino, di notte si accendono come lanterne tech nel centro storico.
La scelta delle cupole non è casuale. Torino ha una tradizione di sperimentazione ingegneristica, da Olivetti al Politecnico. Le cupole geodetiche portano avanti quel DNA: unire estetica, funzione e ricerca. Sono spazi che si montano e smontano, proprio come le idee che devono circolare, evolversi, contaminarsi.
La Biennale Tecnologia dimostra che l’innovazione non è solo codice e algoritmi. È anche lo spazio fisico dove le persone si incontrano. E una cupola geodetica, con la sua geometria democratica, è il luogo perfetto per farlo.
📍 Biennale Tecnologia Torino 2026
ArchitetturaSostenibile