13/08/2026
Il caldo estremo non è più un’eccezione. È una condizione con cui l’architettura deve imparare a confrontarsi. E credo che la vera sfida non sia trovare generiche soluzioni al caldo, ma cambiare il modo in cui progettiamo.
Significa anticipare le criticità, simulare le prestazioni degli edifici nelle condizioni più severe e integrare fin dall’inizio architettura, ingegneria e gestione.
Una sfida ancora più complessa quando si interviene sul patrimonio esistente, dove ogni scelta deve confrontarsi con vincoli, costi, caratteristiche del sito, destinazioni d’uso e possibilità di trasformazione. Anche perché le prestazioni di un edificio avranno un peso sempre maggiore sul suo valore e sulla sua capacità di non diventare obsoleto.
È proprio qui che la Progettazione Integrata, di cui Progetto CMR è pioniere, dimostra il suo valore: non solo un metodo per coordinare competenze diverse, ma un approccio necessario per trasformare la complessità in scelte progettuali concrete, capaci di migliorare comfort, prestazioni e durata degli edifici.
Lo dimostrano progetti come The Sign, Findomestic, De Castillia 23 e le Torri Garibaldi, dove questi principi sono diventati soluzioni reali.
Ne ho parlato in un’intervista con Jessica Muller Castagliuolo pubblicata su Il Giorno, riflettendo proprio su come il progetto debba evolvere per rispondere alle nuove condizioni climatiche.
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