30/08/2024
RIDURRE LA VELOCITA’ MEDIA A 30 KM/H NELLE CITTA’ E’ UN VANTAGGIO IN TERMINI DI SICUREZZA, UN VANTAGGIO IN TERMINI AMBIENTALI E VELOCIZZA GLI SPOSTAMENTI
Diversi gli studi, ed in particolare una ricerca dell'International Transport Forum, dimostrano che a velocità più basse le strade sono più sicure in quanto si riducono sensibilmente il numero degli incidenti e la loro gravità. In particolare questi studi mostrano come un aumento dell'1% della velocità media comporta un aumento del 2% degli incidenti con feriti, un aumento del 3% degli incidenti gravi e mortali e un 4% in più di incidenti mortali. Anche l’analisi dei risultati in diverse città che hanno adottato la ZONA 30 mostrano un effetto positivo sulla sicurezza. In Danimarca infatti in soli tre anni è stata riscontrata una riduzione del 77% degli incidenti e all'88% dei feriti, a Londra gli incidenti sono diminuiti del 40% e i feriti del 70%. A Graz (Austria), tra le prime città in Europa ad introdurre una zona 30 a km/h per tutta l'area urbana, dopo i primi 6 mesi si registrava già una riduzione del 24% degli incidenti gravi.
I vantaggi della riduzione della velocità derivano dal fatto che l'energia di collisione, che risulta proporzionale al quadrato della velocità, nelle zone 30 si riduce sensibilmente. Per avere un'idea tra un incidente a 30 km/h e uno a 50 c'è la stessa differenza che esiste tra una caduta dal primo piano (circa 3,5 metri, per la precisione) e una dal terzo piano (anzi, un po' di più, circa 10 metri).
Una riduzione significativa della velocità si traduce anche in una significativa riduzione dello spazio necessario ad arrestare il veicolo in caso di frenata. Se in generale questa considerazione può sembrare ovvia, non risulterà altrettanto banale la "quantificazione" della differenza che c'è tra "inchiodare" a 30 km/h e farlo a 50 km/h. Anche in questo caso gli spazi di frenata variano col quadrato della velocità, e si possono calcolare con diverse formule che tengono conto di diverse variabili quali lo stato dell’asfalto, quello delle gomme, la sensibilità del guidatore, lo stato dell’impianto frenante ecc. In condizioni standard, senza considerare il tempo di reazione del guidatore, a 30 km/h lo spazio di frenata risulta di circa 6 metri, mentre a 50 questa lunghezza diventa 16,5 metri.
Ma il risultato più interessante di uno studio pubblicato dalla SVI (Associazione Svizzera degli ingegneri ed esperti del traffico) ha dimostrato come la limitazione della velocità massima da 50 km/h a 30 km/h in città non abbia alcuna incidenza sul flusso del traffico stradale. Anzi, lo stesso studio ha stimato come il valore ottimale, cioè quello che rende massimo il flusso del traffico, si abbia per velocità medie comprese tra 30 a 35 km/h.
La riduzione della velocità ad un valore prossimo alla velocità media degli spostamenti in una città generica, che si attesta appunto attorno al valore di 30 km/h, tende a fare diminuire sensibilmente non solo le quantità di CO2, ma anche quelle di altre inquinanti rilasciati dalle autovetture, quali ossidi di azoto e particolato (PM) dei veicoli diesel in quanto si riducono le accelerazioni e le frenate derivanti dal superamento della velocità media. Gli studi hanno anche dimostrato che il numero delle accelerazioni e frenate di un’autovettura che tende ad aumentare la propria velocità rispetto la velocità media è sensibilmente maggiore del numero degli stessi eventi di un’autovettura che viaggi ad una velocità prossima alla velocità media. Oltre alla riduzione degli effetti sull’inquinamento dell’aria , è stato calcolato che la riduzione della velocità media da 50 a 30 km/h abbatte di circa 3 decibel le emissioni sonore degli autoveicoli.