06/11/2025
Esprimo grande dispiacere per il crollo della Torre dei Conti di Roma soprattutto per la perdita di un onesto operatore che quel giorno faceva solamente il suo lavoro. Come ingegnere sento il dovere di esprimere un pensiero tecnico, che definirei soprattutto etico.
L’Italia custodisce un patrimonio storico e culturale straordinario, ma spesso si cerca di intervenire su edifici antichi con approcci che pretendono (o almeno credono) di portarli a livelli prestazionali di costruzioni moderne, ignorando i limiti intrinseci dei materiali e delle tecniche costruttive storiche. Tentare “miracoli ingegneristici” su strutture centenarie o millenarie può essere estremamente rischioso.
Questa vera e propria smania italiana di recuperare il patrimonio storico a tutti i costi resterà il tallone d'Achille di una società che, nonostante le infinite tecnologie, continua a tentare vere e proprie operazioni chirurgiche estreme su edifici storici.
Come possiamo pensare che un edificio del medioevo di quasi 30 metri di altezza come la Torre dei Conti di Roma, completamente in muratura portante, possa, dopo qualche "diabolico artificio", ottenere livelli prestazionali paragonabili a quelli di una costruzione moderna? Magari per farlo diventare un museo ultramoderno aperto al pubblico o peggio nuovi uffici pubblici!? La pazzia non avrà mai fine. Facciamo il nostro dovere e facciamolo bene!
Dobbiamo ricordare che il nostro ruolo non è solo quello di progettare, ma anche di valutare con consapevolezza cosa sia realmente realizzabile. A volte, avere il coraggio di dire: "NO! non è possibile realizzare questo intervento" non può che darci la certezza di non uccidere nessuno in nessun caso! Non siamo passacarte, non siamo diabolici e freddi calcolatori, siamo prima di tutto esseri umani e dobbiamo essere consapevoli di quello che facciamo per il bene della comunità prima di tutto.
Come diceva il nostro professore di tecnica delle costruzioni del Politecnico di Torino: “La nostra è una licenza di uccidere, non lo dimenticate mai”.
La responsabilità ingegneristica ha conseguenze concrete, e ogni decisione deve essere presa con coscienza e integrità. Il nostro dovere è proteggere la vita e la storia, non compiere artifici che la mettano a rischio.