30/03/2022
🍀 La storia del Quadrifoglio Alfa Romeo
🏁 Il simbolo appare per la prima volta su una delle quattro "RL Targa Florio", appositamente preparate per la prestigiosa gara siciliana del 1923, affidate rispettivamente ad Antonio Ascari, Enzo Ferrari, Giulio Masetti e Ugo Sivocci. Quest'ultimo, spesso sfavorito dalla sorte, subisce pure la beffa del “13” come numero di gara.
🏆 Per scacciare la sfortuna, il pilota fa dipingere sulla propria vettura un quadrato bianco con un quadrifoglio verde, simbolo di buona sorte. E, per una serie di circostanze fortunate, chiude la corsa da primo, assicurando all'Alfa Romeo la prima vittoria assoluta internazionale.
⚫️ Qualche mese più tardi si corre a Monza il primo Gran Premio d’Europa: a causa di noie meccaniche non c’è tempo per verniciare il quadrifoglio sulla P1 di Sivocci che, durante le prove col numero di gara 17, perde la vita in un incidente. Una tragica coincidenza che impressiona tutti, piloti, meccanici e pubblico.
🏎 Da allora, per ragioni scaramantiche, il numero di gara 17 non viene più assegnato alle auto da corsa italiane e, dalla stagione 1924, la carrozzeria delle Alfa Romeo da competizione viene decorata con il quadrifoglio verde. Il quadrato bianco di base è però sostituito da un triangolo: l’angolo mancante simboleggia proprio Sivocci, uno dei quattro della “Targa”, scomparso ma non dimenticato.
🚗 Col tempo il quadrifoglio diventa a tutti gli effetti un simbolo ufficiale delle auto da corsa del Biscione. Negli anni sessanta, con la Giulia TI Super, viene esteso anche alle versioni più sportive della produzione di serie Alfa Romeo; negli anni 80 viene declinato anche in versione “oro” per identificare gli allestimenti più eleganti e lussuosi.
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