28/01/2026
La frana di Niscemi evidenzia, ancora una volta, le gravi carenze nella gestione del rischio idrogeologico in Italia. Non si tratta di un evento imprevedibile, ma della conseguenza di una pianificazione carente, di interventi strutturali assenti o incompleti e di una prevenzione sistematicamente rinviata.
A questo si aggiungono i terremoti che negli ultimi anni hanno colpito diverse aree del Paese, confermando una vulnerabilità strutturale già nota. Eventi sismici ricorrenti mettono in luce edifici non adeguati, infrastrutture obsolete e una scarsa applicazione delle politiche di mitigazione del rischio.
L’Italia è un Paese fragile sia dal punto di vista geologico che sismico, e questa condizione richiederebbe competenze tecniche forti ai più alti livelli decisionali. Tuttavia, sempre meno ingegneri occupano ruoli di rilievo nelle istituzioni; è emblematico che da anni non venga nominato un ministro con formazione ingegneristica.
La sicurezza del territorio non può essere affrontata esclusivamente in chiave emergenziale o comunicativa. Servono scelte basate su dati, pianificazione di lungo periodo, manutenzione programmata e una reale cultura della prevenzione.
Senza un cambio di approccio, frane e terremoti continueranno a trasformarsi in disastri annunciati, con conseguenze che vanno ben oltre l’evento naturale in sé.
Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari