22/03/2026
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C'è una cosa che nel Medioevo sembrava impossibile: far scorrere l'acqua controcorrente, verso l'alto, senza nessun meccanismo meccanico.
Perugia lo fece lo stesso.
Tutto inizia nel 1254, quando il Consiglio del Popolo di Perugia delibera la costruzione di un acquedotto che colleghi le sorgenti di Monte Pacciano alla città. Il problema è geografico e brutale: la città sta in cima a una collina. L'acqua deve salire.
E qui arriva il bello.
Il sistema non usa pompe. Usa la pressione idrostatica: un principio già noto ai Romani, quasi dimenticato dall'Europa medievale per secoli. Al cuore dell'opera c'è il Conservone vecchio, un serbatoio sotterraneo capace di 6.000 metri cubi d'acqua, scavato ai piedi del Monte Tezio. Da lì partono i condotti forzati in piombo — le cosiddette plumbee fistule — che formano un sifone rovesciato: l'acqua accumulata a monte genera una pressione tale da spingere il flusso in salita per oltre quattro chilometri.
Spoiler: funzionò.
Dietro al progetto ci sono due figure precise. Fra Plenerio, monaco con una conoscenza approfondita dell'idraulica antica, individua le sorgenti e garantisce la portata idrica nelle prime fasi. Dal 1277 entra in scena Boninsegna da Venezia, ingegnere idraulico già reduce dall'acquedotto di Orvieto, che supervisiona arconi, cunicoli e l'ordine di mille tubi in piombo fino a Sant'Orfeto.
Il 13 febbraio 1278, l'acqua sgorga per la prima volta dalla Fontana Maggiore in Piazza IV Novembre.
Non è solo uno sfogo idrico: è la prova pubblica che il sistema ha funzionato. Una data registrata negli archivi comunali con una precisione che dice tutto sull'orgoglio civico di Perugia medievale.
Comunque.
Questo serbatoio sotterraneo — il Conservone vecchio, 6.000 metri cubi scavati nel XIII secolo — esiste ancora oggi, sotto la città. L'acquedotto rimase attivo fino al XVIII-XIX secolo.
Sette secoli di servizio con una tecnologia che l'Europa aveva quasi smesso di capire.
In breve:
Nel 1254 Perugia avviò la costruzione di un acquedotto che sfruttava la pressione idrostatica — non pompe — per portare l'acqua in salita.
Il Conservone vecchio, un serbatoio da 6.000 m³, alimentava condotti forzati in piombo in un sistema a sifone rovesciato lungo oltre 4 km.
Il 13 febbraio 1278 l'acqua raggiunse la Fontana Maggiore. Il serbatoio sotterraneo esiste ancora oggi sotto Perugia.