Studio Staltieri

Studio Staltieri Ingegnere per scelta -Formatore per passione - Imprenditore per ispirazione

“Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri u...
23/05/2026

“Gli uomini passano, le idee restano.
Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini “
- G. Falcone

Improvvisamente, l’inferno.

Alle 17:56 del 23 maggio 1992 una violenta esplosione distrugge l’autostrada che collega Punta Raisi a Palermo, nei pressi di Capaci.
Ben 5 quintali di tritolo riducono in brandelli cento metri di asfalto e fanno volare le auto blindate come fosse birilli.

Nell’esplosione perdono la vita Giovanni Falcone, magistrato simbolo della lotta antimafia, la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Il vostro ricordo rimarrà indelebile nelle menti di ognuno di noi per sempre perché:

“Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini - G. Falcone”

🚧 𝗦𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝘀𝘂𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼: 𝗖𝗲𝗹𝗲𝗯𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗼 𝗮𝗽𝗽𝗹𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲?🌍 Il 28 aprile è stata la Giornata Mondiale per la Salute e Sicurezz...
30/04/2026

🚧 𝗦𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝘀𝘂𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼: 𝗖𝗲𝗹𝗲𝗯𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗼 𝗮𝗽𝗽𝗹𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲?

🌍 Il 28 aprile è stata la Giornata Mondiale per la Salute e Sicurezza sul Lavoro.

❌ Quest’anno ho scelto di non pubblicare nulla.

Non perché il tema non sia importante.
Anzi.

Ma perché, a volte, ho la sensazione che si rischi di trasformare la sicurezza in una ricorrenza da calendario.

📅 Un giorno di post, slogan, statistiche e riflessioni.
Poi il giorno dopo tutto torna come prima.

La sicurezza però non si celebra una volta all’anno.

🦺 Si costruisce ogni giorno:

- 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗼 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮
- 𝗻𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗳𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗲𝗿𝗲 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼
- 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮
- 𝗻𝗲𝗶 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝗹𝘂𝗼𝗴𝗵𝗶, 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗶𝘀𝗰𝘂𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶
- 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗰𝗿𝗲𝗮 𝗹𝗲𝗻𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗮𝗶 𝗿𝗶𝗳𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶

La vera sicurezza non è quella che compare il 28 aprile.

🔥 È quella che esiste il 29. E il 30. E tutti gli altri giorni dell’anno.

Perché gli incidenti non aspettano una ricorrenza.
𝗚𝗹𝗶 𝗶𝗻𝗰𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗹𝗲𝗻𝗱𝗮𝗿𝗶𝗼

𝗙𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮… 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝘃𝗮 𝗯𝗲𝗻𝗲.Questa foto l’ho scattata qualche tempo fa durante un sopralluogo in cantiere.A prima vista può...
14/04/2026

𝗙𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮… 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝘃𝗮 𝗯𝗲𝗻𝗲.

Questa foto l’ho scattata qualche tempo fa durante un sopralluogo in cantiere.

A prima vista può sembrare una soluzione “ingegnosa”:
un supporto improvvisato per appendere DPI e indumenti da lavoro.

E infatti è proprio così che spesso viene percepita.

👉 pratica
👉 veloce
👉 fatta con quello che c’era

Il problema è che questo tipo di soluzioni, nel tempo, diventano 𝗮𝗯𝗶𝘁𝘂𝗱𝗶𝗻𝗶.

E le abitudini, soprattutto nei cantieri, sono difficili da mettere in discussione.

Il rischio non è tanto il singolo oggetto appeso in modo improvvisato.

Il rischio è il 𝗺𝗲𝗰𝗰𝗮𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 che si crea:

“Abbiamo sempre fatto così.”
“Funziona.”
“Non è mai successo niente.”

È qui che la sicurezza inizia a indebolirsi.

Perché si passa da:

✔ soluzione temporanea
a
❌ modalità operativa standard

Durante i corsi di formazione cerco spesso di lavorare proprio su questo aspetto.

Attraverso esempi reali, immagini e strumenti di 𝘃𝗶𝘀𝘂𝗮𝗹 𝘁𝗵𝗶𝗻𝗸𝗶𝗻𝗴, analizziamo insieme situazioni come questa per capire dove si nasconde il rischio.

Anche la 𝗴𝗮𝗺𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶𝗼𝗻 può aiutare molto:
simulare scenari e chiedere ai partecipanti di trovare soluzioni alternative permette di mettere in discussione abitudini consolidate.

Perché non tutte le soluzioni creative sono soluzioni sicure.

E nei cantieri la differenza tra “𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮” e “𝗲̀ 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗼” è fondamentale.

👉 Nella vostra esperienza, 𝗾𝘂𝗮𝗹 𝗲̀ 𝗹𝗮 “𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗿𝗲𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮” 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝘀𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝘃𝗲𝘁𝗲 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝗮𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲?

🚧 “𝗜𝗟 𝗣𝗥𝗢𝗕𝗟𝗘𝗠𝗔 𝗡𝗢𝗡 È 𝗜𝗟 𝗗𝗘𝗦𝗧𝗜𝗡𝗢.”Sabato ho partecipato a un pranzo aziendale in un’impresa edile con cui collaboro come ...
30/03/2026

🚧 “𝗜𝗟 𝗣𝗥𝗢𝗕𝗟𝗘𝗠𝗔 𝗡𝗢𝗡 È 𝗜𝗟 𝗗𝗘𝗦𝗧𝗜𝗡𝗢.”

Sabato ho partecipato a un pranzo aziendale in un’impresa edile con cui collaboro come RSPP esterno.

Prima di sederci a tavola abbiamo fatto quello che, forse, conta di più:
un confronto aperto su alcune criticità emerse nei cantieri e sulle misure da adottare.

Durante la discussione è uscito il tema dei near miss.

A un certo punto, un lavoratore ha detto:

👉 “𝗣𝘂𝗼𝗶 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝘂𝗼𝗶, 𝗺𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲… 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝗱𝗲. 𝗘̀’ 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗼.”

Mi ha fatto riflettere.
Perché è un pensiero molto diffuso.

Allora gli ho risposto con un esempio semplice.

👉 𝗦𝗲 𝘁𝗶 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗶𝗱𝗮 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗮𝘃𝗲𝗿 𝗯𝗲𝘃𝘂𝘁𝗼 𝗲 𝗳𝗮𝗶 𝘂𝗻 𝗶𝗻𝗰𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗲̀ 𝗱𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗼… 𝗼 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮?

È vero: non tutto è prevedibile.
Una strada può cedere, qualcuno può tagliarti la strada…

Ma la sicurezza non serve ad eliminare ogni rischio.

Serve a:

- 𝗿𝗶𝗱𝘂𝗿𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗮𝗰𝗰𝗮𝗱𝗮
- 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗮𝗰𝗰𝗮𝗱𝗲

👉 𝗘 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼, 𝗶𝗻 𝗰𝗮𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮, 𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗹’𝗮𝗴𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗯𝗶𝗹𝗮𝗻𝗰𝗶𝗮.

💬 Nella vostra esperienza, quanto è diffusa questa idea del “destino” nei cantieri?

🚧 𝗟𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗗𝗣𝗜 🍀Questa foto l’ho scattata in cantiere qualche tempo fa.Un pilastro in calcestruzzo, puntelli...
21/03/2026

🚧 𝗟𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗗𝗣𝗜 🍀

Questa foto l’ho scattata in cantiere qualche tempo fa.
Un pilastro in calcestruzzo, puntelli tutt’intorno… e lì, appeso con un chiodo, un piccolo cornetto rosso 🌶️

Ricordo che quel giorno mi fece sorridere.

Perché alla fine è una cosa che sappiamo tutti: nei cantieri la “scaramanzia” ha radici profonde quanto, e se non più, delle fondazioni.

▶️ Poi però ti fermi un attimo a guardarti intorno e vedi:

👷‍♂️ Persone che lavorano in quota
🚜 Attrezzature in movimento
🏗️ Carichi sospesi

E capisci che quel "speriamo bene" non può e non deve bastare. Non può essere una procedura.
Il c***o rosso ci potrà strappare un sorriso certamente, ma non fermerà una caduta né bloccherà un carico che ci colpisce.

👉 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗹𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗗𝗣𝗜.

❌ Non protegge la testa come un casco
❌ Non ti trattiene come un’imbracatura
❌ Non riduce il rischio
❌ Non controlla l’imprevisto

È come quando si fa una lavorazione pensando:
“𝗹’𝗵𝗼 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗰𝗼𝘀𝗶̀… 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗺𝗮𝗶 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗻𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲.”

Sbagliato. É proprio lì che il rischio aumenta.

Perché l’abitudine, nel tempo, può trasformarsi in eccesso di fiducia.

Quella foto alla fine me la sono tenuta.

Un promemoria semplice per ricordare che in cantiere servono
✅ 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗲𝘁𝗲𝗻𝘇𝗲
✅ 𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲
✅ 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝗱𝘂𝗿𝗲

…non amuleti.

💬 E tu? Hai mai visto (o fatto) qualcosa del genere?
Secondo te è solo abitudine… o è uno dei segnali più pericolosi nei cantieri? 🚧

🚧 𝗜𝗹 “𝗦𝗶̀, 𝗺𝗮…” 𝗰𝗵𝗲 𝗯𝗹𝗼𝗰𝗰𝗮 𝗹𝗮 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮“Se la spegniamo perdiamo 40-50 minuti.”Questa frase l’ho sentita in aula, durant...
17/03/2026

🚧 𝗜𝗹 “𝗦𝗶̀, 𝗺𝗮…” 𝗰𝗵𝗲 𝗯𝗹𝗼𝗰𝗰𝗮 𝗹𝗮 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮

“Se la spegniamo perdiamo 40-50 minuti.”

Questa frase l’ho sentita in aula, durante un corso sulla sicurezza.

Parlavamo di una procedura semplice:
👉 pulire un macchinario solo a macchina spenta

Tutti d’accordo.

Poi arriva il classico:
“Sì… ma se la spegniamo ogni volta perdiamo 40-50 minuti.”

⚠️ 𝗘𝗱 è 𝗾𝘂𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗶 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝘀𝗯𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼

Rispondono così:

❌ “È obbligatorio”
❌ “Lo dice la normativa”

👉 Risultato: la procedura resta… ma il comportamento non cambia.

💡 𝗘𝗰𝗰𝗼 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝘀𝘁𝗮 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝗱𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼

Non stanno dicendo che la procedura è sbagliata.

👉 Stanno dicendo che nel lavoro reale quella procedura pesa.

🎯 𝗜𝗻 𝗮𝘂𝗹𝗮 𝗵𝗼 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮

Ho chiesto:

👉 “E se succede un infortunio mentre pulite la macchina accesa?”

Silenzio.

Poi qualcuno dice:

“Altro che 40 minuti… poi si ferma il mondo...”

🔥 𝗘𝗱 è 𝗹𝗶̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼

Non è più:

👉 “perdiamo 40 minuti”

Diventa:

👉 “cosa rischiamo davvero per risparmiare 40 minuti?”

▶️ 𝗜𝗹 𝘃𝗲𝗿𝗼 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 “𝗦𝗶̀, 𝗺𝗮…”

👉 “So cosa dovrei fare…”
👉 “…ma nel mio lavoro quotidiano è difficile applicarlo”

E se non lavori su questo:

❌ la procedura resta sulla carta
❌ la formazione resta teoria
❌ il rischio resta operativo

🔑 𝗟𝗮 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹’𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮

👉 Perde contro ciò che, in quel momento, sembra più urgente.

Se fai formazione lo sai:

Il cambiamento non avviene quando spieghi meglio.
Avviene quando qualcuno pensa:

✅ “Ok… forse sto sottovalutando questa cosa.”

💬 𝗢𝗿𝗮 𝘁𝗼𝗰𝗰𝗮 𝗮 𝘁𝗲

Qual è il “Sì, ma…” che senti più spesso nei tuoi corsi o in azienda?

Scrivilo nei commenti 👇
Sono curioso di vedere se cambiano… o se sono sempre gli stessi.

𝗟𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗶𝗻 𝗾𝘂𝗼𝘁𝗮: “𝗟𝗮 𝗰𝗮𝗱𝘂𝘁𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝘃𝘃𝗶𝘀𝗮”Quando parliamo di lavori in quota durante i corsi di formazione sulla sicurezza,...
16/03/2026

𝗟𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗶𝗻 𝗾𝘂𝗼𝘁𝗮: “𝗟𝗮 𝗰𝗮𝗱𝘂𝘁𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝘃𝘃𝗶𝘀𝗮”

Quando parliamo di lavori in quota durante i corsi di formazione sulla sicurezza, questa è una frase che utilizzo spesso.

Il rischio di caduta infatti è uno dei più presenti nei cantieri, ma allo stesso tempo uno dei più sottovalutati (soprattutto quando le attività diventano di routine).

Molti incidenti infatti avvengono durante operazioni considerate banali o velocissime.

Il ragionamento è quasi sempre questo:

❌ Devo salire solo un attimo
❌ È solo un controllo veloce
❌ Non serve mo***re tutte le protezioni

Eppure sappiamo basta davvero poco:

⚠️una superficie scivolosa
⚠️un parapetto mancante
⚠️un attimo di distrazione

E quello che sembrava un lavoro di pochi secondi può trasformarsi in un incidente grave.

La caduta non ti avvisa. Punto.

Ed è proprio per questo che la prevenzione non può basarsi solo sull’attenzione delle persone.

✅ Per questo motivo durante i corsi cerco sempre di lavorare sulla 𝘃𝗶𝘀𝘂𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼.

▶️ Attraverso il 𝘃𝗶𝘀𝘂𝗮𝗹 𝘁𝗵𝗶𝗻𝗸𝗶𝗻𝗴 aiuto i partecipanti a rendere visibile il rischio, utilizzando immagini, schemi e ricostruzioni di incidenti che mostrano in modo concreto cosa può accadere.

▶️ Un altro strumento che utilizzo spesso è la 𝗴𝗮𝗺𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶𝗼𝗻.
Simulare scenari operativi e chiedere ai partecipanti di prendere decisioni trasforma la formazione da momento passivo a una vera esperienza di apprendimento.

📌 Quando le persone partecipano attivamente, la sicurezza smette di essere teoria e diventa comportamento.

👉 Secondo voi, 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗻𝗲𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗶𝗻 𝗾𝘂𝗼𝘁𝗮?

10/03/2026

𝗣𝗘𝗥𝗖𝗛É 𝗟𝗔 𝗙𝗢𝗥𝗠𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗜𝗖𝗨𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗦𝗣𝗘𝗦𝗦𝗢 𝗡𝗢𝗡 𝗙𝗨𝗡𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔 (e il problema non sono le ore di corso)

La 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝘀𝘂𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼, se progettata bene, è uno degli strumenti più potenti per prevenire incidenti e costruire una vera cultura della prevenzione. Eppure spesso i corsi 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝗰𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝗿𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗲𝘀𝗶.

Perché succede?

Il più delle volte il problema non riguarda i contenuti o le ore di formazione, ma il 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗹𝗮 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗲 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗮.
Nella mia esperienza ho individuato 𝟳 𝗲𝗿𝗿𝗼𝗿𝗶 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶 (e 𝟳 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶 𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶).

1️⃣ Formazione vista solo come obbligo normativo
Quando la formazione viene organizzata solo per adempiere alla legge, rischia di diventare un’attività formale e poco efficace.
✔ 𝗦𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲: progettare i corsi partendo dai rischi reali dell’azienda e dalle attività svolte dai lavoratori.

2️⃣ Troppa teoria e poca pratica
Molti corsi si concentrano sulla normativa, ma offrono pochi esempi concreti.
✔ 𝗦𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲: integrare simulazioni, casi reali ed esercitazioni pratiche.

3️⃣ Scarsa partecipazione dei lavoratori
Le lezioni frontali molto lunghe riducono attenzione e apprendimento.
✔ 𝗦𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲: utilizzare metodi didattici interattivi come discussioni, lavori di gruppo e analisi di incidenti.

4️⃣ Mancanza di aggiornamenti
Tecnologie, processi e rischi evolvono nel tempo, ma la formazione spesso resta la stessa.
✔ 𝗦𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲: prevedere aggiornamenti periodici e formazione mirata quando cambiano le condizioni di lavoro.

5️⃣ Formazione non adattata alle mansioni
Proporre lo stesso corso a tutti i lavoratori, o erogare corsi multi-aziendali standardizzati, può ridurne l’utilità.
✔ 𝗦𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲: personalizzare la formazione in base a ruolo, attività e livello di rischio.

6️⃣ Nessuna verifica dell’efficacia
Se non si valutano le competenze pratiche acquisite, è difficile capire se la formazione sia stata efficace.
✔ 𝗦𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲: utilizzare test, esercitazioni pratiche e verifiche sul campo.

7️⃣ Mancanza di collegamento con il lavoro quotidiano
Se la formazione resta solo teoria, i contenuti vengono rapidamente dimenticati.
✔ 𝗦𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲: collegare la formazione alle procedure operative e alle attività quotidiane.

📌In sintesi una formazione efficace dovrebbe essere:
✔ pratica
✔ coinvolgente
✔ aggiornata
✔ adattata ai lavoratori
✔ collegata alle attività reali.

Solo così la formazione diventa 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 e contribuisce a sviluppare una vera 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮.

25/12/2025

Un augurio sincero di Buon Natale a clienti, colleghi e soprattutto amici ✨
Che questi giorni portino calore, tempo per sé e per chi si ama.
Auguri a tutti voi ❤️🎄

🇮🇹 𝐏𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐨 𝐒𝐭𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨: 𝐮𝐧’𝐨𝐜𝐜𝐚𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐞𝐫𝐞Da calabrese e da professionista della 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨...
31/10/2025

🇮🇹 𝐏𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐨 𝐒𝐭𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨: 𝐮𝐧’𝐨𝐜𝐜𝐚𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐞𝐫𝐞

Da calabrese e da professionista della 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 che gira l’Italia per fare formazione, conosco bene 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐬𝐚𝐠𝐢𝐨 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐨 𝐒𝐭𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨, sia in macchina 🚗 che in treno 🚆.
E leggere il 𝐩𝐚𝐫𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐠𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥 𝐏𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐨 𝐒𝐭𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐞𝐬𝐬𝐢𝐧𝐚 mi ha lasciato un senso di vuoto 😔

Molti si saranno anche rallegrati. Io no. Io provo un grande senso di rammarico.

Perché dietro al ponte non c’è solo cemento e acciaio 🏗️
C’é 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞, capace di unire in modo concreto il Sud al resto dell’Italia 🇮🇹

Molto spesso sento dire che “sarebbe una cattedrale nel deserto 🏜️”.
Ma chi dice questo sembra ignorare tutto ciò che già si sta realizzando:

- 𝐥’𝐀𝐥𝐭𝐚 𝐕𝐞𝐥𝐨𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐍𝐚𝐩𝐨𝐥𝐢–𝐑𝐞𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐂𝐚𝐥𝐚𝐛𝐫𝐢𝐚 che ridurrà drasticamente i tempi di viaggio migliorando la sicurezza ;
- i nuovi collegamenti 𝐌𝐞𝐬𝐬𝐢𝐧𝐚–𝐂𝐚𝐭𝐚𝐧𝐢𝐚–𝐏𝐚𝐥𝐞𝐫𝐦𝐨;
- gli interventi su porti, strade e ferrovie che stanno trasformando il Sud in una rete moderna e connessa 🌐.

Il ponte quindi non sarebbe quindi un qualcosa di isolato e sconnesso da tutto il resto. Sarebbe 𝐢𝐥 𝐭𝐚𝐬𝐬𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 di un sistema infrastrutturale in costruzione, capace di creare decine di migliaia di posti di lavoro 💼, attrarre investimenti 💰 e creare un indotto enorme per imprese, fornitori e servizi locali, dando così respiro a territori troppo spesso dimenticati 🌱

Bloccarlo ora significa 𝐫𝐚𝐥𝐥𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 ⏳
Significa dire no a una possibilità concreta di 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐫𝐧𝐚, 𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚 𝐞 𝐜𝐨𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐬𝐚 💪

E sì, lo confesso: c’è molta amarezza 😞
Perché ogni volta che attraversi lo Stretto, guardi le navi ferme 🛳️, i treni in ritardo 🚆, il tempo perso… 𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐩𝐨𝐭𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨

❌ Mentre il resto del mondo costruisce noi ci fermiamo…
Ogni volta che si intravede qualcosa di grande, arrivano subito i “non si può”, “non serve”, “non è il momento”.
E così restiamo fermi, a metà strada tra ciò che siamo e ciò che potremmo essere.

✅ Il Ponte sullo Stretto, per me, non è solo un’opera ingegneristica 🏗️
È 𝐟𝐢𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐮𝐝 🌞, è la dimostrazione che l’Italia può ancora pensare in grande e credere in se stessa 💡

🚫 Rinunciarvi significa molto più che perdere un’infrastruttura:
significa 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐧𝐞, 𝐠𝐞𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞.

E questa, davvero, è la delusione più grande 💔

🤔 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚𝐭𝐞?
È davvero più facile dire “no” e accontentarci di restare fermi e lamentarci per questo?
O è arrivato il momento di smettere di avere paura e cominciare a costruire il nostro futuro, un ponte alla volta?

Ai posteri l’ardua sentenza…

Indirizzo

Viale Giovanni E Francesca Falcone, 182
Cosenza
87100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
15:30 - 19:00
Martedì 09:00 - 12:30
15:30 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 12:30
15:30 - 19:00
Giovedì 09:00 - 12:30
15:30 - 19:00
Venerdì 09:00 - 12:30
15:30 - 19:00
Sabato 09:00 - 12:30

Telefono

+393802819291

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