20/05/2026
Stiamo entrando in una nuova fase della mobilità condivisa?
Una fase in cui il digitale e l’on demand non sono più sufficienti: è necessario ripensare l’intera architettura operativa.
Nel progetto di robo-sharing sperimentato da Auriga insieme a Pikyrent, in collaborazione con il Politecnico di Milano, il car sharing si evolve verso un modello di mobilità intelligente, in cui i veicoli smettono di essere asset statici e diventano elementi attivi di un sistema che si ottimizza in tempo reale: raggiungono l’utente, si riposizionano in autonomia e gestiscono in modo più efficiente l’intero ciclo di utilizzo.
Un approccio che interviene sulle inefficienze strutturali, come dispersione della flotta, costi operativi e bassa rotazione dei veicoli, abilitando modelli più scalabili e sostenibili.
Come evidenzia Antonella Comes, il punto centrale è la convergenza tra tecnologia e modello operativo, indispensabile per generare valore nel lungo periodo e rendere questi sistemi realmente attrattivi anche per il mercato dei capitali.
La direzione è chiara: trasformare la mobilità condivisa in una vera infrastruttura digitale, in cui automazione, controllo e ottimizzazione diventano elementi nativi del servizio.
Un passaggio che accompagna l’evoluzione del settore verso modelli più efficienti, solidi e industrializzabili.