26/08/2025
LO SCONTO? LO DIVIDIAMO A META' E DIVENTA DONAZIONE!
La nostra piccola società, che eroga servizi e prestazioni intellettuali, riceve sempre richieste di sconto sulla prima offerta e di dilazione dei pagamenti.
Ma le attività intellettuali non consentono economie di scala: le ore di "funzionamento in piena efficienza" delle menti dei nostri validissimi collaboratori durante l'orario lavorativo non sono comprimibili ed il riconoscimento di uno sconto, oltre ad essere uno svilimento del valore delle nostre competenze, comporta solo una compressione del fatturato e una minore redditività delle nostre attività.
A partire da settembre 2025 il nostro attuale posizionamento ci consentirà però di proporre ai nostri clienti "affamati" di sconti due opzioni:
(1) nessuno sconto: siamo persone serie e non mercanti ai tempi dei Medici, quindi quotiamo sempre il nostro effettivo valore; al più potremo concedere dilazioni di pagamento, ma onerose, in quanto a fine mese anche i nostri collaboratori pagano mutui e spese e non è opportuno ritardare a cascata il pagamento dei loro stipendi;
(2) "fifty-fifty": riconosceremo uno sconto pari al doppio della donazione che il cliente dimostrerà di aver effettuato (con bonifico andato a buon fine: i nostri parlamentari che annullavano i bonifici qualcosa ci hanno insegnato!) a favore di un'associazione umanitaria o di un ETS di nostro gradimento, da scegliere tra quelli elencati nell'offerta, fino ad un massimo del 5% del nostro corrispettivo.
Cosa vogliamo ottenere? Semplice:
(a) vogliamo riportare la trattativa commerciale per i servizi intellettuali ad un accettabile livello di serietà e di rispetto dei ruoli;
(b) vogliamo sensibilizzare i nostri clienti sul fatto che quando acquistano competenze viene pagato il loro valore e non solo una quantità di ore necessaria ad erogare una prestazione;
(c) vogliamo che i nostri clienti si adoperino in maniera "tangibile" per sostenere il pilastro "S" delle policy ESG (nostra e loro!): se ci viene richiesto un sacrificio, almeno la metà di questo sacrificio deve essere sostenuto da chi lo richiede, a beneficio degli stakeholders "deboli" che in genere vengono solo consultati per riempire le pagine dei report di sostenibilità.
Riusciremo ad ottenere qualche risultato?
Chi ben comincia è a metà dell'opera!