22/05/2026
𝐔𝐧 𝐞𝐬𝐞𝐦𝐩𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐮𝐫𝐛𝐚𝐧𝐚: 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐫𝐜𝐡𝐞𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐩𝐢𝐚𝐠𝐠𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐌𝐨𝐫𝐭𝐞𝐥𝐥𝐞.
Rigenerare spazi urbani non significa costruire nuove opere soprattutto in una città densa e complessa come Portici.
Rigenerare significa guardare un’area sottoutilizzata, degradata o utilizzata male e riuscire ad immaginare ciò che potrebbe diventare restituendo valore a ciò che già esiste.
Significa ridare identità, funzione, economia e socialità a luoghi che oggi vengono vissuti soltanto in modo passivo.
Si perchè le infrastrutture cittadine devono essere in grado anche di generare lavoro e soldi per le casse comunali.
Vi faccio un esempio: il parcheggio della Spiaggia delle Mortelle.
Uno spazio sul mare, in una città come Portici, può e deve ambire a qualcosa di più.
Ci ho sempre visto una grande piazza pubblica costiera multifunzionale: uno spazio vivo, dinamico, capace di cambiare funzione durante la giornata senza perdere identità. Un luogo senza auto.
Di mattina la piazza che ospita 𝒖𝒏 𝒎𝒆𝒓𝒄𝒂𝒕𝒐 𝒕𝒆𝒎𝒂𝒕𝒊𝒄𝒐 𝒐𝒓𝒈𝒂𝒏𝒊𝒛𝒛𝒂𝒕𝒐 per giornate: prodotti tipici locali, km0, vintage, riuso, artigianato, antiquariato, fumetti, vinili, prodotti ecosostenibili.
E soprattutto il ritorno di una funzione profondamente legata alla memoria storica del Granatello: 𝙞𝙡 𝙢𝙚𝙧𝙘𝙖𝙩𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝙥𝙚𝙨𝙘𝙚.
Perché il Granatello, prima ancora di essere luogo turistico, era un approdo, un luogo di scambio, un riferimento quotidiano per il pescato del giorno.
Portici è una città di mare. E una città di mare non dovrebbe perdere il rapporto diretto con la propria identità marinara.
Questo non significa creare concorrenza alle attività commerciali esistenti, ma costruire un’integrazione intelligente: pescato del giorno, presenza limitata a pochi giorni settimanali, prodotti non lavorati, food truck centrali capaci di trasformare il pescato sul posto, piccoli eventi gastronomici e momenti di aggregazione.
Ma un’area del genere dovrebbe anche essere gestita in maniera ordinata, qualificata e sostenibile.
Proprio perché si tratterebbe di un mercato tematico e di uno spazio esperienziale, si potrebbe immaginare un accesso contingentato con un biglietto simbolico d’ingresso, utile non soltanto a garantire controllo, sicurezza, pulizia e servizi, ma anche a contribuire economicamente alla gestione e manutenzione dello spazio pubblico.
L’accesso potrebbe essere organizzato tramite un piccolo padiglione multifunzione: infopoint, biglietteria, servizi igienici, presidio operativo e punto informativo.
Il pomeriggio riordino e pulizia.La sera cinema all’aperto, concerti, spettacoli, eventi culturali, mercatini stagionali.
Uno spazio pubblico che cambia funzione senza cambiare struttura.
𝙇𝙚 𝙥𝙤𝙨𝙩𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙥𝙤𝙩𝙧𝙚𝙗𝙗𝙚𝙧𝙤 𝙚𝙨𝙨𝙚𝙧𝙚 𝙖𝙨𝙨𝙚𝙜𝙣𝙖𝙩𝙚 𝙩𝙧𝙖𝙢𝙞𝙩𝙚 𝙗𝙖𝙣𝙙𝙤 𝙥𝙪𝙗𝙗𝙡𝙞𝙘𝙤 con moduli ordinati e standardizzati, garantendo qualità estetica, sostenibilità e nuove opportunità economiche per il territorio.
Immaginare una piazza del genere significa immaginare anche: pensiline leggere con pannelli fotovoltaici, illuminazione moderna, punti acqua condivisi, verde urbano, alberi di Mirto e Melograno che richiamino le origini storiche dei nomi dei luoghi.
Perché la rigenerazione urbana è la capacità di vedere una piazza dove oggi tutti vedono soltanto un parcheggio.